di Silvia Quaranta
Il Mattino di Padova, 14 aprile 2015
L'amministrazione penitenziaria disponibile a riesaminare il trasferimento di detenuti impegnati in attività riabilitative. Sulla prospettiva di chiudere la sezione Alta sicurezza del carcere Due Palazzi di Padova e di trasferire in altre case di reclusione gli 85 detenuti c'è ancora parecchio da discutere.
Ora più che mai, l'ipotesi di procedere a fine mese sembra azzardata: per i detenuti che rischiavano di sentirsi "deportati" in altre carceri venete a metà del loro percorso rieducativo, l'altra mattina, s'è aperto infatti uno spiraglio. Lo mette nero su bianco, a nome della "rappresentanza delle attività trattamentali in corso" (formata da scuole, università, diocesi, associazioni e cooperative impegnate in carcere) la mail inviata all'Amministrazione penitenziaria a Roma che annuncia con soddisfazione gli esiti dell'incontro di ieri al Dipartimento di Padova.
Nel corso di un confronto definito "collaborativo e costruttivo", il responsabile del Dap "ha dato ampia e convinta disponibilità per un'attenta verifica" di due punti-chiave della questione relativa alla chiusura del reparto di massima sicurezza, che attualmente occupa un intero piano della struttura carceraria.
Il primo e fondamentale aspetto, secondo la nota divulgata dall'Officina della cooperativa Giotto e da Ristretti Orizzonti che riassume l'esito dell'incontro di ieri, consiste nel "rivedere la modalità di declassificazione dei detenuti di As. A questo proposito, il Capo del Dap Santi Consolo ha evidenziato che, in caso di detenuti con pena definitiva, la raccolta delle informazioni dagli organi competenti non può basarsi su formule stereotipate e deve tenere presente il loro percorso rieducativo e ciò che queste persone sono oggi, non 15-20-30 anni fa".
Il secondo, significativo aspetto su cui c'è stata convergenza è la necessità di "riverificare le singole posizioni di tutti i detenuti impiegati alla luce delle attività nelle quali sono stabilmente impegnati: scolastiche, lavorative, formative, occupazionali in genere, culturali, editoriali e religiose". In pratica, si tratta di riconsiderare la posizione di ognuno dei detenuti per ricollocarli nella classificazione carceraria e mantenerli all'interno del percorso di riabilitazione avviato al Due Palazzi, con la possibilità dunque di escluderli dal trasferimento.
Il che sarebbe in linea con quanto ha già anticipato nei giorni scorsi il direttore del carcere padovano, Salvatore Pirruccio, definendo quello della chiusura di Alta sicurezza un "progetto non imminente, sul quale al momento non c'è alcun atto ufficiale", e sottolineando invece che "i detenuti in Alta sicurezza che hanno intrapreso un percorso riabilitativo-trattamentale (scuola, lavoro) potrebbero essere esclusi dall'eventuale trasferimento". I detenuti ringraziano, sottolineando che il patrimonio immenso rappresentato dalle attività di associazioni, volontari, cooperative, scuole e religiosi impegnati nel carcere "non può andare distrutto o disperso".









