di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 25 luglio 2024
Presentato il nuovo report “Piccoli schiavi invisibili” in occasione della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani. Un dramma che tocca anche Italia e Europa. Sfruttamento lavorativo, sessuale e coinvolgimento in attività illecite. Ma anche tratta e matrimoni forzati. Su 50 milioni di persone di varie forme di schiavitù moderna, un quarto (vale a dire 12 milioni) sono minori. E il trend è in aumento. Nel mondo, ma anche in Europa: in 5 anni (2017-2021) sono state identificate circa 29.000 vittime di tratta per sfruttamento sessuale e lavorativo, il 16% ha meno di 18 anni. Sono i “Piccoli schiavi invisibili” come testimonia il titolo del rapporto di Save the Children, arrivato alla 14esima edizione. L’organizzazione internazionale indipendente - impegnata da oltre un secolo nella lotta per la tutela di bambine, bambini e adolescenti a rischio per garantire loro un futuro - lancia così l’ennesimo allarme su un fenomeno sommerso. Il dossier viene presentato in occasione della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani, istituita nel 2013 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Un fenomeno, quello della tratta e dello sfruttamento minorile, su cui “non possiamo chiudere gli occhi: un dramma diffuso nel mondo, ma presente anche nel nostro Paese”, come spiega Raffaela Milano, direttrice ricerca e formazione di Save the Children. Quest’anno inoltre il dossier ha dato voce alle giovanissime vittime, accolte dal sistema nazionale anti-tratta, incontrate nei progetti dell’Organizzazione o ancora nelle case di accoglienza per minori non accompagnati in Italia: “Storie, dai tratti comuni e allo stesso tempo uniche. Storie di assenza, di sogni rubati, di fiducia tradita, di violenze subite, fino all’emersione e al riscatto”.
Un vero dramma, dunque, come testimoniano i dati del report. Vediamoli nel dettaglio. Tra i minori, 3,3 milioni sono coinvolti nel lavoro forzato, in prevalenza per sfruttamento sessuale (1,69 milioni) o per sfruttamento lavorativo (1,31 milioni) - in ambiti quali lavoro domestico, agricoltura, manifattura, edilizia, accattonaggio o attività illecite - mentre 320mila risultano sottoposti a lavoro forzato da parte degli Stati, come detenuti, dissidenti politici, o appartenenti a minoranze etniche o religiose perseguitate.
E poi i matrimoni forzati: è stato calcolato che il fenomeno ha interessato 9 milioni di adolescenti. Un’emergenza che interessa maggiormente l’Asia Orientale (14,2 milioni di persone coinvolte nel 2021, più del 66% dei casi stimati), seguita a distanza dall’Africa (3,2 milioni di persone coinvolte, 14,5%), dall’Europa e Asia Centrale (2,3 milioni di persone, 10,4%). La maggior parte dei matrimoni forzati è organizzata dai genitori delle vittime (nel 73% dei casi) o da parenti stretti (16%) e spesso si lega a situazioni di forte vulnerabilità, quali servitù domestica o sfruttamento sessuale.
Anche l’Europa e la stessa Italia deve fare i conti con il fenomeno della tratta e dello sfruttamento. Nel quinquennio 2017-2021 nel nostro continente, spiega il report, sono state circa 29mila le vittime di tratta registrate nel database del Counter Trafficking Data Collaborative: in poco più di un caso su due, la tratta avviene per sfruttamento lavorativo (53% delle vittime) e nel 43% dei casi per sfruttamento sessuale, mentre il restante 4% riguarda altre forme di sfruttamento (come accattonaggio o attività illecite). Nella maggior parte dei casi, le vittime di tratta sono persone adulte (84%), di sesso femminile (66%), ma una percentuale significativa è composta da minorenni (il 16% delle vittime). Tra i più piccoli, fino agli 11 anni di età, le vittime sono quasi in egual misura sia bambini che bambine, mentre in tutte le altre fasce d’età la prevalenza di sesso femminile è netta (con un picco del 77% di ragazze nella fascia d’età fra i 15 e i 17 anni). I bambini e le bambine vittime della tratta sono maggiormente soggetti a forme di abuso psicologico, fisico e sessuale rispetto alle vittime adulte.
In Italia, poi, dal 1° gennaio al 31 maggio 2024 il Numero Verde Nazionale inAiuto alle Vittime di Tratta e/o Grave Sfruttamento ha svolto 1.150 nuove valutazioni con potenziali vittime di tratta. Sebbene i flussi migratori dalla Nigeria abbiano subìto un forte calo, la nazionalità nigeriana si conferma sul territorio italiano la principale per numero di nuove valutazioni (25,2%), seguita da quella ivoriana (13,6%) e marocchina (11,2%).
Le storie delle vittime - “Parliamo di bambini, bambine e adolescenti traditi dal mondo degli adulti che ha abusato della loro fiducia e calpestato i loro sogni. Questo dossier - continua Raffaella Milano - è dedicato alle storie dei minori vittime di tratta e sfruttamento accolti nel circuito di protezione italiano. Sono solo una minima parte, la “punta dell’iceberg”, di un fenomeno sommerso, ampio e diffuso. Siamo convinti che l’ascolto delle loro storie, il punto di vista delle vittime, possa aiutarci a conoscere meglio questa terribile piaga per rafforzare le reti di prevenzione e contrasto. Quello della tratta e dello sfruttamento è un fenomeno che cambia molto rapidamente ed è fondamentale che la sua conoscenza e la mappatura territoriale siano costantemente alimentate dall’impegno delle istituzioni, dell’autorità di pubblica sicurezza, degli enti locali e del Terzo settore”.











