sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Cetty Mannino

 

www.respubblica.it, 16 aprile 2015

 

C'è una petizione firmata dagli stessi detenuti, che chiedo l'assegnazione del garante, e le lettere, sigillate, arrivate dai diversi penitenziari

Nel Titolo II del testo della finanziaria regionale, l'articolo 3 riporta: "L'ufficio del Garante dei diritti dei detenuti istituito con l'articolo 33 della legge regionale 19 maggio 2005, n. 5 e successive modifiche e integrazioni, è soppresso. Le funzioni dell'ufficio del Garante dei detenuti sono trasferite al dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali". Ciò significa che, se il testo sarà approvato, si chiuderà un capitolo aperto 13 anni fa, e negli ultimi anni oggetto di polemiche.

Dal 2013, infatti, manca il garante, la figura vertice che dovrebbe gestire tutta la macchina e, nonostante ci sono dipendenti in funzione e detenuti che si rivolgono alla struttura, l'ufficio non funziona. "L'ufficio del Garante ha negli anni stipulato 30 protocolli d'intesa con le associazioni di volontariato che operano all'interno delle carceri, in un anno ha effettuato 2 mila colloqui, circa 4 mila pratiche e ricevuto lettere anche da detenuti "eccellenti". Inoltre grazie al lavoro quotidiano è stato possibile appurare, denunciare e dunque trasferire i detenuti, che hanno subito abusi, anche sessuali, o maltrattamenti. I casi più gravi accertati all'interno del carcere Piazza Lanza, a Catania, e al Pagliarelli, Palermo".

A raccontare cosa ha fatto l'ufficio del Garante, dal giorno dell'istituzione, è una dipendete, Gloria Cammarata, che afferma: "Di Stefano Cucchi ce ne sono tanti in tutt'Italia, anche in Sicilia. Il Garante si è costituito parte offesa per ogni caso di morte avvenuto in carcere ed alcuni casi sono stati riaperti per scoprire che non erano suicidi".

"Da 2 anni però ci troviamo in uno stato d'incertezza, nonostante i solleciti fatti al Presidente della Regione, Rosario Crocetta". "In pratica ogni giorno gli impiegati arrivano, si siedono e aspettano le ore 14 per uscire".

"L'ufficio - afferma Cammarata- è stato un grande punto di riferimento per i detenuti siciliani e non solo. Lo è stato, infatti, anche per gli avvocati e per i familiari". A confermarlo c'è una petizione firmata dagli stessi detenuti, che chiedo l'assegnazione del garante, e le lettere, sigillate, arrivate dai diversi penitenziari. "Non possiamo aprirle perché sono intestate ancora a Salvo Fleres, ex garante, e quindi non possiamo intervenire nelle richieste di aiuto, abbiamo anche ricorsi pronti, di casi appurati ed accertati, ma non possiamo presentarli". A sollevare la polemica negli ultimi 2 anni sono stati anche i costi dell'ufficio, 500mila euro.

"Oggi l'ufficio è composto - spiega Cammarata - da un dirigente che si trova nella sede di Catania, 4 dipendenti a Catania e 2 a Palermo. L'ufficio costava 16 mila euro l'anno più i costi di gestione, cioè acquisto di materiale per ufficio, spostamenti del personale per andare a trovare i detenuti e gli stipendi dei dipendenti, che comunque sono distaccati da altri uffici regionali". E adesso? "Siamo dimenticati, senza risposte e con la preoccupazione di essere cancellati". Il garante sarà, secondo la bozza, un autority e sul personale non c'è nessun accenno, se non: "L'articolo 16, comma 4 della legge regionale 6 febbraio 2008, n. 1, è abrogato".