di Pino Apprendi*
blogsicilia.it, 4 settembre 2025
“L’estate sta finendo” diceva una vecchia canzone ed io aggiungo che nulla è cambiato, se non in peggio, in carcere. Una estate caldissima, soffocante, per chi vive per oltre 20 ore in pochi metri quadrati. Pronti, si fa per dire, ad affrontare l’inverno con i problemi legati alle basse temperature. Abbiamo assistito alle passerelle di agosto di alcuni parlamentari che, il massimo che hanno fatto, oltre al comunicato stampa, è stata la presentazione di una interrogazione parlamentare, che probabilmente riceverà risposta fra 4 o 5 mesi. Risposte del ministro senza alcuna concretezza, che ha già dimostrato quanto abbia a cuore i detenuti anche quando si è parlato di suicidi, minimizzando il tutto come fatti naturali.
In Sicilia, dove mancano le REMS per accogliere coloro che hanno problemi di salute mentale e le comunità per i tossicodipendenti, il Presidente ha aspettato 5 mesi per nominare il nuovo garante regionale, al quale auguro buon lavoro. Cosa possiamo aspettarci da una regione che ha lunghissime liste di attesa nella sanità per chi detenuto non è e dove il detenuto viene considerato rifiuto della società. In carcere non si muore solo per i suicidi, si muore anche e spesso, per gravi patologie trascurate e non per responsabilità del personale sanitario del carcere ma per una sanità quasi inesistente.
*Ex deputato regionale e Garante dei detenuti di Palermo











