www.extraquotidiano.it, 31 marzo 2015
I presidenti delle associazioni Cittadini Attivi di Gela e Polis di Caltagirone hanno inviato una diffida, invitando il presidente della Regione siciliana a procedere con immediatezza alla nomina. Il mondo delle associazioni non ci sta e alla mancata nomina del Garante dei detenuti risponde diffidando il governatore Crocetta. Carlo Varchi, presidente dell'associazione Cittadini Attivi di Gela, e Giuseppa Lo Bianco, presidente dell'associazione Polis di Caltagirone, seguiti dall'avvocato Carmela Puzzo, hanno invitato una diffida al presidente della Regione siciliana per chiedere con immediatezza di procedere alla nomina del Garante, ovvero di dare seguito "all'applicazione dell'art. 33 della legge regionale n. 5 del 2005 si legge nella nota ad oggi totalmente disatteso, riservandosi in caso di mancato riscontro di adire le competenti sedi giudiziarie al fine di tutelare i diritti dei loro rappresentati". Un'inadempienza che di fatto "priva i detenuti siciliani di una figura indipendente e fondamentale volta a garantire e migliorare, grazie alle competenze attribuitegli dalla legge, le condizioni dei detenuti all'interno delle carceri siciliane" .
Allo scadere del mandato, nell'ottobre 2013, ricoperto fino a quel momento da Salvo Fleres, "Crocetta continuano i presidenti delle associazioni ha omesso di emettere il decreto di nomina del Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale". Figura che invece si rivela di fondamentale importanza in quanto è deputata dalla legge "a porre in essere ogni iniziativa necessaria od opportuna al fine di promuovere e facilitare, anche attraverso azioni congiunte con altri soggetti pubblici e con soggetti privati, l'inserimento lavorativo dipendente ed autonomo nonché il recupero culturale e sociale e la formazione scolastica ed universitaria delle persone private della libertà personale, incluse quelle che scontano la pena anche in forma alternativa nel territorio siciliano, intervenendo pure a sostegno della famiglia ed in particolare dei figli minorenni la sua attività è rivolta anche ai detenuti siciliani che scontano la pena al di fuori del territorio regionale nel caso in cui essi abbiano richiesto l'intervento del Garante durante la loro detenzione in Sicilia e nella località di destinazione non sia presente la figura del Garante regionale dei diritti dei detenuti".
Inoltre, tra i compiti del Garante c'è anche quello di vigilare affinché "venga garantito l'esercizio dei diritti fondamentali da parte dei soggetti detenuti e dei loro familiari, per quanto di competenza della Regione, degli enti locali e delle Ausl, tenendo conto della loro condizione di restrizione. A tale scopo il Garante si rivolge alle autorità competenti per eventuali informazioni, segnala il mancato o inadeguato rispetto di tali diritti e conduce un'opera di assidua informazione e di costante comunicazione alle autorità stesse". Sono infatti ancora in corso procedimenti avviati dall'allora garante, oltre alla riapertura di processi archiviati in un primo momento come suicidi.
Spetta sempre al garante "promuovere iniziative ed attivare strumenti di sensibilizzazione pubblica sui temi dei diritti umani delle persone private della libertà personale, del loro recupero sociale e della umanizzazione della pena detentiva si legge ancora nel testo della diffida promuovere con le amministrazioni interessate protocolli di intesa utili al migliore espletamento delle sue funzioni, anche attraverso visite ai luoghi di detenzione; esprimere parere sui piani di formazione destinati ai detenuti o ex detenuti, nonché sulle istanze presentate ai sensi della legge regionale 19 agosto 1999, n. 16?.










