di Alessia Cannizzaro
www.extraquotidiano.it, 28 marzo 2015
Istituito con legge regionale nel 2005, diventerà a breve una costola dell'assessorato regionale alla Famiglia. La nuova Finanziaria prevede infatti la cancellazione della carica e dell'intero ufficio
Mentre nelle altre regioni d'Italia si lavora per istituire, laddove non presente, il Garante dei detenuti, in Sicilia, regione pioniera, l'ufficio chiude i battenti. Una morte annunciata, vista la mancata nomina di un Garante da quasi due anni, ma che adesso verrà sancita dalla nuova Finanziaria che ne prevede lo smantellamento per diventare una branca dell'assessorato regionale alla Famiglia, snaturando la natura di tale ufficio che di fatto perde la propria autonomia.
Istituita nel 2005, con legge regionale, la figura del Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti, è stata ricoperta sino al 2013, dall'ex senatore Salvo Fleres. In sette anni di effettiva attività sono state esitate oltre 20 mila pratiche, senza contare le denunce, i ricorsi, le ispezioni all'interno delle carceri, la riapertura di processi archiviati erroneamente come suicidi, e i numerosi esposti per le condizioni inumane e il mancato rispetto dei diritti dei detenuti. Battaglie portate avanti dall'ufficio e che, per i tempi della giustizia, non sono ancora tutte concluse.
In questi due anni di vacatio, sono state recapitate centinaia di lettere, spedite dai detenuti, che giacciono ancora là, sugli scaffali. "Quelle indirizzate al Garante non possono essere aperte, se non dal Garante, che di fatto non c'è - precisa Gloria Cammarata, funzionario direttivo assegnato all'ufficio del Garante dei detenuti - quelle indirizzate all'ufficio sono state aperte, ma nessuno può rispondere. Al loro interno, richieste d'aiuto per il trattamento ricevuto, denunce di abusi, e ingiustizie subite dai carcerati e chissà cos'altro".
L'ufficio ha all'attivo due dipendenti a Palermo e quattro nella sede di Catania, dipendenti che negli anni hanno acquisito competenze specifiche nel settore (c'è chi, ad esempio, ha frequentato a spese proprie master e corsi di specializzazione) che adesso la Regione dovrà rimodulare e assegnare ad altri uffici.
Stipendi, affitto dei locali e spese di gestione: la Regione, per questi due anni ha sborsato una cifra esorbitante per tenere in vita un ufficio "fantasma", reso improduttivo proprio a causa della mancata nomina del Garante da parte del governatore Rosario Crocetta. Costi che, adesso, non verranno però né ammortizzati né ridotti in nessun modo. I dipendenti regionali saranno riassegnati ad altri uffici e i locali resteranno comunque a disposizione della Regione, per cui continuerà a pagare il canone di locazione.









