di Damiano Aliprandi
Il Garantista, 29 marzo 2015
La notizia non sorprende vista la mancata nomina da oramai due anni, ruolo ricoperto sino al 2013 dall'ex senatore Salvo Fleres.
In Sicilia scompare definitivamente la figura del garante dei detenuti. La notizia non può però sorprendere vista la mancata nomina di un garante da oramai due anni. Ora è ufficiale perché la nuova Finanziaria ha definito il ruolo dell'ufficio per diventare una branca dell'assessorato regionale alla Famiglia. Istituita nel 2005, con legge regionale, la figura del Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti, è stata ricoperta sino al 2013 dall'ex senatore Salvo Fleres. In sette anni di effettiva attività sono state esitate oltre 20 mila pratiche, senza contare le denunce, i ricorsi, le ispezioni all'interno delle carceri, la riapertura di processi archiviati erroneamente come suicidi, e i numerosi esposti per le condizioni inumane e il mancato rispetto dei diritti dei detenuti. Battaglie portate avanti dall'ufficio e che, per i tempi della giustizia, non sono ancora tutte concluse. E in questi due anni di mancata nomina del garante, le lettere di denuncia - indirizzate all'ufficio - non erano diminuite.
Anzi, sono ne sono state centinaia e ancora giacciono sugli scaffali. "Quelle indirizzate al Garante non possono essere aperte, se non dal Garante, che di fatto non c'è - precisa Gloria Cammarata, funzionario direttivo assegnato all'ufficio del Garante dei detenuti - quelle indirizzate all'ufficio sono state aperte, ma nessuno può rispondere.
Al loro interno, richieste d'aiuto per il trattamento ricevuto, denunce di abusi, e ingiustizie subite dai carcerati e chissà cos'altro". L'ufficio ha all'attivo due dipendenti a Palermo e quattro nella sede di Catania, dipendenti che negli anni hanno acquisito competenze specifiche nel settore (c'è chi, ad esempio, ha frequentato a spese proprie master e corsi di specializzazione) che adesso la Regione dovrà rimodulare e assegnare ad altri uffici.
Stipendi, affitto dei locali e spese di gestione: la Regione, per questi due anni ha sborsato una cifra esorbitante per tenere in vita un ufficio "fantasma", reso improduttivo proprio a causa della mancata nomina del Garante da parte del governatore Rosario Crocetta. Costi che, adesso, non verranno però né ammortizzati né ridotti in nessun modo. I dipendenti regionali saranno riassegnati ad altri uffici e i locali resteranno comunque a disposizione della Regione, per cui continuerà a pagare il canone di locazione.
In realtà a denunciare la situazione per primi sono stati i radicali tramite la segretaria Rita Bernardini, la quale non aveva parlato solo di danno economico, ma anche di scarso senso civico: "Abbiamo presentato una denuncia contro il presidente Crocetta alla Corte dei conti - disse Bernardini - per danno erariale perché non solo si comporta in maniera illegale per non avere nominato il Garante dei detenuti, ma in più spende 500 mila euro l'anno per gli uffici di Catania e Palermo in cui i dipendenti si girano i pollici perché non hanno niente da fare".
Poi la Bernardini aggiunse: "In questi uffici addirittura, e questo è cosa gravissima, non aprono nemmeno le lettere di denuncia presentate dai detenuti. C'è un'omissione molto grave che va al di là del danno erariale". Ma oggi la storia si è conclusa con la definitiva scomparsa del garante dei detenuti in Sicilia. Chi si occuperà dei ristretti e che fine faranno le centinaia di lettere oramai impolverate dove in ognuna di esse c'è un grido di dolore?
La figura del Garante è importantissima. Il Garante (o difensore civico o ombudsman) è un organo di garanzia che, in ambito penitenziario, ha funzioni di tutela delle persone private o limitate della libertà personale. Istituito per la prima volta in Svezia nel 1809 con il compito principale di sorvegliare l'applicazione delle leggi e dei regolamenti da parte dei giudici e degli ufficiali, nella seconda metà dell'Ottocento si è trasformato in un organo di controllo della pubblica amministrazione e di difesa del cittadino contro ogni abuso.
Oggi questa figura, con diverse denominazioni, funzioni e procedure di nomina, è presente in 23 paesi dell'Unione europea. In Italia è stata istituita la figura di un Garante nazionale per i diritti dei detenuti però ancora non è stato nominato, nel frattempo esistono Garanti regionali, provinciali e comunali, le funzioni dei quali sono definite dai relativi atti istitutivi.
I Garanti ricevono segnalazioni sul mancato rispetto della normativa penitenziaria, sui diritti dei detenuti eventualmente violati o parzialmente attuati e si rivolgono all'autorità competente per chiedere chiarimenti o spiegazioni, sollecitando gli adempimenti o le azioni necessarie. Il loro operato si differenzia pertanto nettamente, per natura e funzione, da quello degli organi di ispezione amministrativa interna e della stessa magistratura di sorveglianza. I Garanti possono effettuare colloqui con i detenuti e possono visitare gli istituti penitenziari senza autorizzazione, secondo quanto disposto dagli art. 18 e 67 dell'ordinamento penitenziario.










