di Paola Pottino
La Repubblica, 31 luglio 2025
Il Garante dei detenuti: “Nelle strutture italiane ci sono 11.400 persone in più rispetto alla capienza massima”. Al Pagliarelli un recluso attende un intervento agli occhi da tre anni e nel frattempo è diventato cieco. Mancanza di cure sanitarie, spazi angusti e sporchi, carenza di agenti penitenziari, educatori, medici e sovraffollamento della popolazione carceraria. Sono soltanto alcuni dei problemi che vivono i detenuti nelle carceri siciliane, denunciati questa mattina davanti all’Ucciardone dai garanti dei diritti degli Istituti penitenziari di Palermo, Messina e Siracusa insieme ad alcune associazioni di volontariato.
“Il sovraffollamento nelle carceri italiane supera il 70%, ma il problema più grave riguarda la salute dei detenuti. La gente non viene curata, muore in carcere - dice Pino Apprendi, garante dei detenuti di Palermo - In Italia ci sono stati 45 suicidi, tra i quali una decina in Sicilia, e ben 3 suicidi di agenti di polizia penitenziaria. Sono numeri altissimi”. Al Pagliarelli un recluso sta ancora attendendo da tre anni un intervento di cataratta e nel frattempo è diventato cieco.
Carceri vetuste e invivibili dove i detenuti sono accatastati nelle celle. A fronte di una capienza massima di 51mila posti - dicono dall’associazione Antigone - sono presenti nelle carceri italiane 62.445 detenuti. “Il problema del sovraffollamento è insostenibile perché rende la situazione di queste persone private della libertà ancora più gravosa”, sottolinea Enrico Scaletta del Comitato “Esistono i diritti”. “Si tratta di un’emergenza - aggiunge Gaetano D’Amico, presidente del Comitato - Per il problema del sovraffollamento chiediamo l’amnistia”. In Sicilia il dato non si discosta con 6.300 reclusi su una capienza massima di 5.800.
Nella casa circondariale Gazzi di Messina il problema del sovraffollamento non esiste, ma il carcere è vetusto e con carenza di personale. “Abbiamo 200 detenuti e soltanto due educatori - lamenta la garante Lucia Risicato - non ci sono medici e mancano gli agenti di polizia penitenziaria, ne servirebbero altri 50. Quelli presenti lavorano almeno due ore in più al giorno e non sono retribuiti, senza considerare che si trovano ad affrontare situazioni di emergenza. Il reparto di “alta sicurezza maschile”, appena ristrutturato, al momento non può essere aperto perché non c’è personale sufficiente. Ma la situazione più drammatica è quella sanitaria: i tempi degli esami diagnostici sono kafkiani”.
Anche negli istituti di pena palermitani, il problema sanitario è a dir poco catastrofico. “I disservizi riscontrati al Pagliarelli per le prestazioni sanitarie dei detenuti sono enormi - denuncia Francesco Leone, vicepresidente dell’associazione Antigone - I detenuti devono seguire la trafila degli altri cittadini, soltanto che loro non hanno la libertà di spostarsi autonomamente, quindi chi ha bisogno di una tac o di una visita specialistica rientra nell’elenco Cup regionale. In teoria dovrebbero partire dall’Ucciardone o dal Pagliarelli, 30, 40 cellulari con a bordo gli agenti di polizia penitenziaria per trasportare i detenuti nei vari centri della Sicilia.
Ma accade che i furgoncini a disposizione sono due o tre, non c’è posto per tutti e così molti detenuti perdono la prenotazione e sono costretti a rifare la trafila”. È il caso della donna con un tumore alle ovaie, che ha avuto rinviato la tac e adesso è costretta a fare una delicata operazione chirurgica che se si fosse curata in tempo avrebbe potuto risparmiare.
Non va meglio nel carcere Cavadonna di Siracusa che ospita 600 detenuti “Ci sono almeno 30 agenti in meno rispetto alla pianta organica - dice il garante per i detenuti Giovanni Villari - per il nucleo traduzioni dedicato al trasferimento dei detenuti che devono partecipare alle udienze in tribunale o che hanno necessità di effettuare le visite mediche. Senza contare il problema delle cimici che hanno infestato le celle, i letti, i vestiti e la biancheria dei detenuti. Si dovrebbe disinfestare l’intera sezione, sfollare i detenuti per almeno 24 ore, ma non è fattibile”.











