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di Dino Martirano

 

Corriere della Sera, 25 luglio 2019

 

La decisione della Corte costituzionale. Il nuovo testo bis, intanto, passa alla Camera con la fiducia. Nel governo si litiga su tutto - dalla Tav, alle autonomie fino al presunto finanziamento in rubli alla Lega - ma poi quando si tratta di votare il decreto Sicurezza bis la maggioranza è granitica.

Così ieri, mentre i senatori grillini uscivano dall'aula in cui parlava il premier Giuseppe Conte, i deputati del M5S hanno votato in scioltezza con i leghisti la fiducia (è la 14ma volta per il governo Conte) sul provvedimento sponsorizzato dal vicepremier Matteo Salvini: 325 sì, 248 no, 4 astenuti. Il voto definitivo sul testo - che, tra l'altro, amplia i poteri del ministro dell'Interno contro le Ong che soccorrono immigrati in mare e che prevede norme più severe in caso di disordini alle manifestazioni - arriverà oggi o domani.

Poi il decreto passerà al Senato. Ma nel giorno in cui il decreto su "Misure urgenti in materia e sicurezza pubblica" è ancora in sede di conversione, la Corte costituzionale, con la sentenza numero 195, interviene sul primo decreto Salvini del 2018. Il potere sostitutivo del prefetto nelle attività di comuni e province è illegittimo - hanno stabilito i giudici delle leggi - perché lede l'autonomia degli enti locali e contrasta con il principio di tipicità e legalità dell'azione amministrativa.

Sul fronte del Daspo urbano, la Consulta ha corretto la legge: è infatti legittima l'estensione ai presidi sanitari del cosiddetto Daspo urbano (divieto di accedere a taluni luoghi per esigenze di decoro e sicurezza pubblica) a condizione, però, che il divieto non si applichi ha chi ha bisogno di cure mediche o di prestazioni terapeutiche e diagnostiche, poiché il diritto alla salute prevale sempre sulle altre esigenze. È evidente che l'ampia materia relativa alla sicurezza modificata dai decreti sicurezza uno e due tocchi gli snodi sensibili dei diritti costituzionalmente riconosciuti: e dunque, probabilmente, ci saranno altri ricorsi e di altre impugnazioni.

E stavolta ci sono in ballo anche le norme internazionali sul salvataggio in mare. Il giro di vite contro le Ong non ha incontrato ostacoli alla Camera anche perché Forza Italia e Fratelli d'Italia, pur non avendo votato la fiducia, sono favorevoli al provvedimento. Il capogruppo del M5S, Francesco D'Uva, rivendicato con fierezza tutti "no" del Movimento, ha però sottolineato l'emendamento presentato dai grillini che dispone la confisca immediata delle navi delle Ong. "Su questo Governo non si può che avere fiducia poiché, finalmente, garantire la sicurezza al Paese ed ai cittadini vien e prima di tutto", ha aggiunto Ingrid Bisa (Lega).

"Per noi le persone di più di qualsiasi marchetta elettorale e per questo voteremo contro", ha detto Gennaro Migliore (Pd), "con Salvini che continua a disertare tutti gli appuntamenti anche su un provvedimento che porta la sua impronta e la sua demagogia". Il capogruppo d Leu, Federico Fornaro ha poi fatto alcuni conti: "Secondo il Viminale nel 2019 sono arrivati dalla Libia 5,5 migranti al giorno per cui non si capisce perché c'era bisogno di un secondo decreto a distanza di pochi mesi".