sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

Il Messaggero, 17 maggio 2019

 

In pre-consiglio i grillini smontano il dl di Salvini, che apre a modifiche. L'occasione sarebbe ghiotta: due bei decreti da sfornare lunedì, a meno di sei giorni dalle elezioni. Uno targato Matteo Salvini sulla sicurezza, l'altro Luigi Di Maio sul fondo unico a favore delle famiglie.

Ma tale è lo scontro tra 5Stelle e Lega, che ieri sera perfino il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti non dava per certa l'ultima riunione del Consiglio dei ministri prima del voto europeo: "Lavorate alle modifiche, ma non sono nelle condizioni di dire se lunedì ci sarà la riunione del governo", ha detto ai suoi. E i grillini hanno fatto sapere: "La creatura di Salvini era stata smontata pezzo per pezzo".

Contro il decreto del vicepremier leghista, quello che prevede le multe per chi salva i migranti in mare ed espropria le competenze di alcuni dicasteri, durante il pre-consiglio si sono schierati i tecnici di palazzo Chigi e dei ministri grillini (Difesa, Infrastrutture, Lavoro, Giustizia) e perfino la Farnesina che con Enzo Moavero è formalmente a sostegno di Salvini. Durante una riunione descritta dai 5Stelle "pacata, in quanto il rappresentante di Salvini ha riconosciuto la fondatezza delle critiche", il provvedimento voluto dal ministro dell'Interno è stato cannoneggiato. E rimaneggiato.

Nel mirino è finito l'articolo 1. Sia il rappresentante degli Esteri, sia quello della Giustizia, hanno fatto notare che non "si possono stabilire sanzioni e il divieto di salvataggio, in quanto nelle attività di soccorso in mare in acque internazionali non è possibile far valere la sovranità nazionale". Stoppato anche l'articolo 8, quello sul Commissario straordinario per eliminare l'arretrato nell'esecuzione delle sentenze e sull'assunzione a tempo determinato di 800 esecutori.

"Il Commissario sarebbe giustificato se ci fosse una grave inerzia e inefficienza da parte dell'amministrazione, ma non c'è né l'una né l'altra", hanno osservato gli esperti di Bonafede. "Con le assunzioni a termine si favorirebbe la creazione di sacche di lavoro precario e ciò è sconsigliabile", hanno obiettato i tecnici di Di Maio. Tant'è, che alla fine, Giorgetti ha dovuto ammettere: "Non so se faremo a fare tutte queste correzioni per lunedì". Salvini, contattato telefonicamente, ha però dato ordine di accelerare e, soprattutto, di... mediare: "Accogliete i rilievi, il decreto si deve fare a tutti i costi".

Così, nelle prossime ore, verranno celebrati incontri "bilaterali" tra gli esperi del Viminale e i rappresentanti dei vari dicasteri "per affrontare e risolvere i punti critici". Con i leghisti che danno per certo l'approdo del decreto lunedì in Consiglio dei ministri: "Si va verso una mediazione positiva, limeremo qualche dettaglio e non c'è alcun dubbio che lunedì il provvedimento si farà. I 5Stelle decina da che parte stare, con chi difende i confini o con gli scafisti?".

I grillini, mentre il premier Giuseppe Conte si eclissa per evitare di diventare il punch- ball, però non si lasciano impressionare: "Il decreto di Salvini è tutto da rifare, vanno scritti ex novo interi articoli e non c'è alcun accordo". Conclusione: "A questo punto neppure si sa se verrà celebrato il Consiglio dei ministri lunedì. Verrà fatto solo se ci sono scadenze improrogabili come alcune nomine".

Insomma, il solito scontro, come è già accaduto sullo sblocca cantieri, sul decreto crescita, etc. A farne le spese, con un rinvio complessivo a dopo le elezioni (se il governo resterà in piedi) sarebbe anche il provvedimento di Di Maio "per incentivare la natalità" con un fondo ad hoc a favore delle famiglie.

Per ritorsione infatti Salvini potrebbe stopparlo: non può accedere che a 6 giorni dalle elezioni la Lega resti senza bandierina da issare e i 5Stelle invece varino un loro decreto, scippato per di più nei contenuti al ministro leghista della Famiglia Lorenzo Fontana. Se questo sarà l'epilogo si scoprirà oggi pomeriggio, quando tornerà a riunirsi il pre-consiglio a palazzo Chigi.