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di Ivan Cimmarusti e Giovanni Negri

Il Sole 24 Ore, 7 settembre 2023

Contro disagio giovanile, povertà educativa e criminalità minorile il governo Meloni mette in campo un pacchetto di norme che viaggia spedito verso il Consiglio dei ministri. Le misure sono drastiche. Contro disagio giovanile, povertà educativa e criminalità minorile il governo Meloni mette in campo un pacchetto di norme che viaggia spedito verso il Consiglio dei ministri di oggi. Gli stupri di Caivano e Palermo, ma anche l’omicidio del 24enne musicista Giovanbattista Cutolo hanno messo lo sprint a un dossier sicurezza già da tempo tra gli obiettivi della premier. Si vuole arginare il degrado sociale che tiene sotto scacco le aree periferiche e degradate del Paese, sia attraverso un inasprimento di pene e sanzioni, sia con investimenti per fronteggiare le vulnerabilità sociali.

Quadro allarmante - Le relazioni del ministero dell’Interno, arricchite da report investigativi, stanno tracciando un contesto allarmante che ruota attorno alla criminalità minorile. Emblematico il caso delle baby gang, che si ispirano o hanno dirette connessioni con le tradizionali organizzazioni criminali italiane, come ‘ndrangheta e camorra. La bozza del dl ha l’ambizioso obiettivo di intervenire anche su questa piaga. C’è la perdita della potestà genitoriale quando i figli minori siano stati condannati per mafia o per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. In particolare, si intende integrare l’articolo del codice penale sull’associazione mafiosa, il 416-bis, e il Testo unico sulla droga: “Quando è coinvolto un minore il giudice, con la sentenza di condanna, dispone la trasmissione degli atti al procuratore della Repubblica” che potrà chiedere al Tribunale civile di innescare il procedimento per la revoca potestà genitoriale.

Reclusione fino a 2 anni se figli non vanno a scuola - I rischi per padri e madri che non vigilano correttamente sui propri figli vanno anche oltre. L’intenzione è di introdurre l’articolo 570-ter al codice penale, prevedendo che il genitore che non manda alla scuola dell’obbligo il figlio “è punito con la reclusione fino a due anni” al posto dell’attuale multa di 30 euro. A ciò si aggiunga che la bozza di dl prevede un’ulteriore sanzione: “Non ha diritto all’Assegno di inclusione il nucleo familiare per i cui componenti minorenni non sia documentata la regolare frequenza della scuola dell’obbligo”. In mancanza di querela verso un minorenne da 14 anni in su accusato di percosse, lesioni, violenza privata, minacce e danneggiamento verso altro minore, si applica la procedura dell’ammonimento. I genitori rischiano una sanzione pecuniaria da 200 a 1.000 euro.