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di Grazia Longo e Francesco Olivo

La Stampa, 31 ottobre 2022

Oggi il ministro dell’Interno porterà in Cdm misure di prevenzione e di restrizione. Quella “discontinuità” che non si potrà vedere nei temi economici, Giorgia Meloni vuole mostrarla altrove. Dopo l’allentamento sulle misure anti Covid, a cominciare dal reintegro dei medici non vaccinati e la stretta sul carcere ostativo, l’altra mossa è quella di un giro di vite sulle feste illegali.

Il rave, il raduno illegale in un capannone in provincia di Modena, dove si sono riunite migliaia di persone provenienti anche dall’estero, è stata un’occasione per la premier di mostrare la mano dura verso questi assembramenti già al primo vero Consiglio dei ministri, in programma oggi alle 13. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si presenterà a Palazzo Chigi con la proposta di un pacchetto di misure restrittive sui “rave”. L’obiettivo è quello di approvare un decreto nel più breve tempo possibile per procedere al sequestro immediato e alla confisca di camion, furgoni, amplificatori e altre apparecchiature musicali usate dagli organizzatori dei raduni, a carico dei quali scatterebbe anche l’obbligo del ripristino dei luoghi danneggiati.

Nel futuro provvedimento si punterà sulle prevenzione, perché gli sgomberi si rivelano molto complessi per la gestione della sicurezza. Così, l’obiettivo è sapere in anticipo luogo e data dei concerti per presidiare gli accessi all’area. Per poterlo fare è necessario un controllo su chat e sui canali social coperti utilizzati da chi li organizza: serve, cioè, la possibilità di fare intercettazioni come per reati di particolare gravità.

Quello delle feste illegali è uno dei cavalli di battaglia di Meloni, che nell’estate del 2021, durante un raduno in provincia di Viterbo, attaccò con parole durissime l’allora ministra Luciana Lamorgese. Ora che al potere c’è lei, un segnale andava dato. Il tentativo, in realtà non è nuovo: la stessa Lamorgese tentò di varare un provvedimento dissuasivo, che il governo però non portò avanti.

Difficilmente si potrà procedere alla pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta ufficiale entro un paio di giorni e quindi per ora, come trapela dal Viminale, “si procederà con mezzi ordinari tipo il sequestro preventivo dell’area dove si svolge il rave party”. Decisioni che saranno valutata questa mattina insieme alle forze dell’ordine per essere sicuri di non incorrere nel rischio di esasperare gli animi e creare momenti di tensione. In ogni caso quello di stamani sarà solo un dispositivo tampone nell’attesa di mettere appunto in atto “nuovi e più efficaci strumenti di prevenzione e intervento” attraverso un decreto legge da approvare in pochi giorni.

L’ex ministro del Lavoro, Andrea Orlando, Pd, nota una contraddizione: “Segnalo al ministro dell’Interno il rave che si è tenuto a Predappio è di gran lunga più inquietante. Era conforme alle norme vigenti?”. “Ci vuole responsabilità - dicono i parlamentari del Pd, Vincenza Rando e Stefano Vaccari - senza dare fuoco alle polveri salviniane con risultato finale di ricorrere a manganelli, maniere forti inutili e dannose”. Una reazione che stupisce Matteo Salvini: “Parlamentari Pd difendono i rave party illegali e si preoccupano per il ritorno alla legalità. Siamo su Scherzi a parte?”.

Sul tavolo del Consiglio dei ministri di oggi, al di là della nomina dei sottosegretari, ci saranno anche interventi sulla giustizia. Un decreto salverà il cosiddetto “ergastolo ostativo”, smontato dalla Consulta, e rinvierà al 30 dicembre 2022 l’entrata in vigore di alcune disposizioni della riforma Cartabia. Aspetti che hanno suscitato la preoccupazione dell’Unione delle camere penali, che hanno chiesto un incontro al ministro Carlo Nordio, annunciando di essere pronti alla protesta.

Altra questione è la lotta al Covid. Sarà confermato il reintegro per i medici non vaccinati, ma potrebbe esserci una frenata sulla decisione di togliere l’obbligo di utilizzare le mascherine negli ospedali e nelle residenze per anziani. Una scelta avventata secondo medici e scienziati.