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di Giacomo Puletti

Il Dubbio, 7 luglio 2026

In principio fu l’attacco di Modena con un’auto lanciata sulla folla, poi sono arrivate le sparatorie in centro a Napoli, l’assalto di gruppi di giovani alle forze dell’ordine a due passi dal Colosseo, gli accoltellamenti degli scorsi giorni a Milano. Nelle stesse settimane Futuro Nazionale di Roberto Vannacci puntando tutto su legge e ordine cresceva di settimana in settimana superando la Lega di Matteo Salvini, ed ecco che la questione Sicurezza è tornata prepotentemente nel dibattito politico.

 È tornata nella discussione interna al centrodestra, dalla quale peraltro non se n’era mai andata con l’approvazione a intervalli regolari dei cosiddetti decreti Sicurezza dall’inizio della legislatura, e la voglia dello stesso Salvini di tornare a fare il ministro dell’Interno, con tanto di segnali incontrovertibili. Da oggi “15 mila nuovi gilet tattici antilama e antiproiettile per gli agenti della Polizia di Stato. Dopo taser, bodycam e tutela legale e processuale, un altro impegno per la Sicurezza delle nostre Forze dell’ordine - ha scritto ad esempio ieri sui social - Investire nella Sicurezza di donne e uomini in divisa significa investire nella Sicurezza di tutti. Avanti cosi”.

Ma il tema è entrato di prepotenza anche nel dibattito all’interno del centrosinistra, con i riformisti Pd a chiedere maggiore impegno del partito sulla questione e l’area centrista della coalizione, rappresentata da Italia viva di Matteo Renzi, a pressare il governo su un punto che, si sa, a destra è ritenuto dirimente. Tanto che ieri il titolare del Viminale Matteo Piantedosi, insediato proprio da Salvini, ha annunciato che domai sarà a Napoli per presenziare alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La riunione, che si terrà alle 16 in Prefettura, è stata convocata dal prefetto di Napoli Michele di Bari e avrà all’ordine del giorno i recenti fatti di cronaca avvenuti in città, tra questi anche la sparatoria in piazza Montesanto.

Un tentativo di tornare in possesso di un tema sul quale le opposizioni provano a dare battaglia, insistendo sia sulle contraddizioni interne alla maggioranza di governo sia sui dati che dimostrano come sulla questione ci sia ancora molto da fare. “Evocare Salvini al Viminale è un gesto di disperazione per provare a rispondere al pericolo che Vannacci continui a crescere ancora di più nei sondaggi. Sulla Sicurezza sono in tilt - ha detto ieri la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia viva - L’insicurezza non è una percezione, è una certezza. Non a caso gli ultimi dati disponibili forniti dal ministero dell’Interno sono del 2024, mancano molti dati del 2025. Questo perché, io credo, dimostrano che i reati sono in aumento”. Per l’esponente di Iv “basta vedere i numeri sulla violenza tra i giovani. Visto che i dati del Viminale non ci sono, abbiamo quelli dell’Università Cattolica: i delitti complessivi con Meloni sono tornati ai livelli degli anni ‘90, le rapine sono riprese a crescere, così come i furti: questa è la realtà”.

E se il Pd continua a puntare tutto su sanità e lavoro come temi chiavi della prossima campagna elettorale, anche sulla Sicurezza il Nazareno sta muovendo le proprie pedine come chiesto da tempo da una parte consistente del partito. “A quasi quattro anni di Governo Meloni, mi pare di poter dire con grande senso di responsabilità che la destra sul tema della sicurezza ha fallito - ha spiegato il segretario regionale dem in Campania, Piero De Luca - Ogni giorno ci sono notizie di scene da Far West, da guerriglia urbana, baby gang, omicidi e violenze, il tutto in un clima di assuefazione che fa davvero preoccupare”, denuncia De Luca. Il deputato ha poi criticato aspramente l’inerzia del Ministero dell’Interno, citando i recenti fatti di Napoli come esempio di una mancanza di reazione politica adeguata. “Non c’è stata nemmeno una dichiarazione forte da parte del ministro Piantedosi”, ha affermato, precisando che, sebbene il lavoro di magistratura e forze dell’ordine sia encomiabile, la politica stia mancando il suo appuntamento con la realtà.

I fatti di Napoli fanno anche discutere il campo largo, con il presidente della Regione, Roberto Fico, che torna su quanto accaduto. “Mi unisco all’appello del sindaco di Napoli, è chiaro che ci vuole un piano sicurezza importante anche con investimenti importanti, ma la sicurezza è un concetto che viaggia a 360 gradi - ha spiegato che il primo cittadino partenopeo Gaetano Manfredi ha chiesto “maggiore presenza” al governo - Dobbiamo lavorare su tanti aspetti, che sono quelli delle marginalizzazioni, della scuola, dell’educazione, del lavoro, della formazione, della cultura come vero primo presidio di legalità in tutti i quartieri”. Ma nel Pd si discute anche delle parole l’altra sera del presidente dell’Emilia-Romagna, Michele De Pascale, dem moderato e già renziano, che ha parlato di “enorme mole di clandestini” che “va ridotta” perché “se uno è clandestino e ha anche commesso un reato ha tradito qualsiasi tipo di fiducia nel nostro paese”. Con buona pace delle componenti più a sinistra dell’alleanza, in primis Avs.