sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Alessandra Ziniti

La Repubblica, 19 gennaio 2026

La premier: “Al mio rientro da Seul vertice di governo”. E valuta l’accelerazione delle norme. Il Carroccio rilancia sulla repressione: tra le misure del partito di Salvini l’espulsione dei minori non accompagnati, vietata dalla Ue. Deciderà domani Giorgia Meloni. Alla premier, che dall’Asia ha già convocato una riunione urgente con tutti i ministri interessati dalle misure, spetterà l’ultima parola su quando e soprattutto come arrivare all’approvazione del pacchetto-sicurezza già mandato a Palazzo Chigi dal Viminale una settimana fa: un decreto-legge con 25 articoli e un più articolato disegno di legge con altre quaranta norme tra cui quelle che nel centrodestra molti (la Lega su tutti) ritengono le più urgenti, quelle per prevenire la violenza giovanile

 “Non so se sarà pronto per il prossimo Consiglio dei ministri - ha detto Meloni ieri a Seul - ma sicuramente intendiamo lavorarci. Ho detto in conferenza stampa di inizio anno che la sicurezza sarebbe stata uno dei miei focus di questo anno. Già prima di Natale avevo concordato con Piantedosi di lavorare a un nuovo provvedimento, ampio, con alcune priorità come la stretta sulle baby gang”.

La scelta di Giorgia Meloni - Nel frattempo, però, la terribile morte del diciottenne accoltellato a scuola a La Spezia da un coetaneo ha rialzato la tensione. E dunque domani, al suo rientro dal viaggio in Asia, Giorgia Meloni dovrà decidere se portare già nel pomeriggio l’intero pacchetto in consiglio dei ministri, se affinare le misure e magari integrarle con qualche proposta dell’ultima ora sulla violenza a scuola, o se invece recepire le istanze di chi chiede che almeno le norme che riguardano il possesso di coltelli confluiscano nel decreto-legge immediatamente esecutivo a differenza del disegno di legge che deve passare dal Parlamento. In questo caso, è necessaria un’interlocuzione preventiva con il Quirinale sempre molto cauto nell’utilizzo della decretazione d’urgenza.

Le nuove proposte della Lega sui minori stranieri - La Lega però insiste. E ieri è tornata a chiedere non solo l’adozione del pacchetto - sicurezza con decretazione d’urgenza, ma anche l’integrazione con norme che incidano sulla criminalità minorile attribuibile a ragazzi stranieri. Tre le misure, in particolare, proposte dal partito di Salvini: l’ulteriore stretta ai ricongiungimenti familiari, l’uscita dal circuito dell’accoglienza per coloro che commettono reati e persino la possibilità di rimpatrio per i minori stranieri non accompagnati, oggi assolutamente vietata in tutta Europa. “Per la Lega sono proposte prioritarie. Non solo la norma anti-coltelli e l’introduzione del reato per chi non si ferma all’alt delle forze dell’ordine: nel pacchetto sicurezza vogliamo inserire specifiche novità per i giovani stranieri che violano le leggi. Nello specifico: basta ricongiungimenti familiari facili, taglio dei benefici dell’accoglienza per i ragazzi che commettono reati, rimpatri più efficaci per i minori arrivati in Italia senza parenti”.

Tasse di soggiorno e multe per finanziare la videosorveglianza - Misure al momento non previste tra i 65 articoli del pacchetto-sicurezza, il divieto sulla vendita e sul porto di coltelli per i minori così come le sanzioni amministrative a loro carico e le multe per i genitori sono nel disegno di legge e dovrebbero dunque passare per via parlamentare. Nel decreto-legge invece è previsto l’utilizzo più ampio delle cosiddette zone rosse (oggi previsto solo in casi eccezionali e urgenti), aree di città da cui allontanare soggetti pregiudicati o ritenuti pericolosi. E sempre nel decreto trova spazio una norma che prevede la possibilità per i Comuni di finanziare l’installazione di sistemi di videosorveglianza con i proventi che arrivano dalla tassa di soggiorno e dalle contravvenzioni stradali. Imminente poi - annuncia il ministro dell’Interno Piantedosi - l’arrivo nelle città a maggior rischio sicurezza di 3500 nuovi poliziotti appena assunti. Ridimensiona invece la sua proposta il ministro della Pubblica istruzione Valditara: “Il metal detector a scuola - precisa - non può essere un utilizzo generalizzato, ma solo dove vi sia la richiesta da parte della comunità scolastica e se si dovesse accertata la reale criticità della situazione”.