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di Claudio Coli

Corriere di Siena, 15 settembre 2026

Il sopralluogo a Santo Spirito di Federico Eligi, vice presidente della commissione sanità del Consiglio regionale toscano. “Struttura viva e ben tenuta, ma la pressione dei numeri rischia di farla scoppiare”. Sovraffollamento e carenza di unità di polizia penitenziaria. Sono i problemi riscontrati alla casa circondariale di Siena da Federico Eligi, vice presidente della commissione sanità del Consiglio regionale della Toscana. Eligi ha visitato ieri pomeriggio la struttura a conclusione di un lungo percorso di sopralluoghi presso le carceri toscane, culminato nelle scorse settimane con l’invio di esposti urgenti alle Ausl Toscane sulle condizioni igienico-sanitario e strutturali riscontrate nelle varie strutture.

Siena, rispetto ad altre case circondariali, mostra una situazione più rassicurante ma persistono alcuni disagi, come spiega Eligi: “È una struttura ben dimensionata e tenuta, dove c’è vita e vengono fatte tante attività - premette - ma può contenere fino a 56 reclusi, e invece attualmente ce ne sono 76, con tutte le criticità del caso. E chiaramente mancano le unità di polizia penitenziaria adeguate a questo numero. A livello sanitario si può fare molto di più ma rispetto ad altri luoghi che ho visitato è un hotel a 5 stelle”. Santo Spirito dunque continua a soffrire degli atavici problemi di sovrannumero, con rischi futuri maggiori. “Da quando a giugno sono state chiuse le sette sezioni di Sollicciano a causa di gravi carenze igienico-sanitarie e violazioni delle norme sulla sicurezza - ricorda Eligi - centinaia di detenuti sono stati spostati in altre strutture e questo comporta gravi disagi per tutti. A Siena ancora non sono arrivati reclusi da Firenze ma è probabile che possa accadere, con tutte le conseguenze del caso”.

L’opera di ricognizione si lega all’iniziativa di Eligi in Regione, che ha portato il Consiglio regionale ad approvare l’affidamento ad Ars di uno studio sui bisogni socio sanitari delle carceri regionali, che possa fornire gli elementi per riscrivere una nuova legge: “I bisogni della popolazione carceraria sono cambiati - conclude Eligi - anche a Siena sono perlopiù giovani e stranieri, se non si interviene abbiamo un problema di sicurezza”.