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di Samantha Ferri

La Nazione, 26 aprile 2022

Al Santa Caterina stop alle visite solo col lockdown e Dad per chi studia. La direttrice Stefanelli: “Momento difficile, ma abbiamo girato anche un corto”.

“Affrontare la pandemia nel carcere non è stato facile, adesso, con la fine dello stato di emergenza, continuiamo a prestare attenzione per non diffondere il contagio e guardiamo al futuro e ai progetti”. A parlare è Loredana Stefanelli, direttrice del carcere di Santa Caterina in Brana, che racconta a La Nazione le iniziative che la casa circondariale pistoiese conta di realizzare nei prossimi mesi.

“Le visite, le attività e i colloqui con i detenuti non si sono mai interrotti tranne che durante il lockdown di marzo 2020, per il resto ci siamo adeguati con le modalità previste, ovvero con protezioni individuali, sanificazione e Dad per i detenuti iscritti ai corsi di alfabetizzazione e per ottenere la licenza media e anche gli altri tipi di trattamenti proseguono”, ha sottolineato la direttrice. Durante la pandemia al carcere di Pistoia è stato perfino girato un cortometraggio, ‘Stabat Mater’, associazione teatrale Electra.

“È stata una bella esperienza - aggiunge Stefanelli - ma devo dire che tutte le attività sono molto apprezzate dai detenuti che partecipano con entusiasmo, dal corso di musica e teatro, fino a quello sulla genitorialità e per contenere la rabbia”. Da un anno e mezzo il carcere di Pistoia è riuscito a superare anche temporanei problemi di sovraffollamento. Adesso al Santa Caterina i detenuti sono 47. E il Covid ha pure introdotto le videochiamate giornaliere che i detenuti possono fare ai familiari grazie a dei telefoni cellulari acquistati dal Ministero appositamente per lo scopo. Ora che si iniziano a intravedere i primi spiragli post pandemia la direzione del carcere intende portare a termini tutti i progetti rimasti in sospeso in questi due anni.

“Ci stiamo adoperando per ottenere un contributo per far dipingere un murales dall’artista Nico Lopez Bruchi - spiega Stefanelli - lo scopo è quello di far ridipingere tutte le pareti del campo sportivo e alcuni sezioni del carcere con tema scelto dai detenuti. Presto speriamo di riuscire a ultimare l’adozione di un cane del canile di Firenze. Le volontarie Enci hanno già effettuato i sopralluoghi e vorremmo tenerlo all’interno dell’area verde dove si fanno i colloqui con i bambini, così che tutti i detenuti possano interagire con il cane”. Al Santa Caterina potrebbero arrivare anche nuovi spazi verdi. “Con la Fondazione Giorgio Tesi stiamo valutando la possibilità di realizzare un orto verticale - afferma la direttrice -. Purtroppo mancano gli spazi verdi e la soluzione degli orti verticali in cui piantare erbe e fiori da far curare ai detenuti potrebbe essere la soluzione migliore per portare un po’ di verde all’interno della struttura”.