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di Laura Valdesi

La Nazione, 6 gennaio 2026

Parla Battista, assistente capo coordinatore della Polizia penitenziaria “Ecco com’è nata in carcere l’idea di questo progetto musicale e umano”. L’idea? Merito di Giancarlo Battista, 53 anni, sposato con due figlie. Professione assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria nel carcere di Santo Spirito. Conosce da 29 anni il ritmo della vita fra quelle antiche mura. Gettando il cuore oltre l’ostacolo ha trasformato in progetto musicale e umano il ventaglio di emozioni di chi sta dietro le sbarre. Portando all’esterno storie di libertà e di riscatto, di creatività che oltrepassano le pareti della detenzione. Prima creando una rock band, i ‘CellaMusica’, dove agenti e detenuti suonano insieme. Poi registrando con essa un disco ‘InnocentEvasione’ che è già su You tube e Spotify.

“Desideravo imparare a suonare la chitarra. Parlando con l’attuale batterista della band, Valentina, lei si occupa del magazzino che distribuisce i generi alimentari per i detenuti, mi incitò a provare. Così feci. Proprio in quel periodo iniziava il corso di musica in carcere. Partecipai in avvio come sorveglianza, poi con l’autorizzazione di direttore e comandante iniziai a seguire le lezioni. Parlando con la batterista e l’educatrice, Maria Josè Massafra, scattò l’idea della band. Sulle prime eravamo 4-5, poi Ugo Giulio Lurini di LaLut ci propose di fare uno spettacolo nell’ambito dei ‘Cento canti di Siena’”, racconta Battista. Che è ideatore e musicista di una rock band davvero unica in Italia.

Com’è nato il nome ‘CellaMusica’?

“L’ho inventato io. I primi eventi per le Contrade, quindi ci siamo esibiti per le scuole. Fino al disco”.

Andiamo per ordine: quando è stata lanciata l’idea la reazione dei detenuti’..

“Molto entusiasti. Abbiamo iniziato da zero, avevamo 4-5 chitarre acustiche, poi sono arrivati gli strumenti, è stato creato il teatro”. 

La prima canzone?

“‘Zombie’, nata come voce femminile ma cantata da un detenuto. Parla di guerra. Fra le cover, in occasione dei ‘Cento canti per Siena’, facemmo l’inizio di ‘Stairway to heaven’ dei Led Zeppelin. Poi anche la Pfm”.

Il vostro cavallo di battaglia?

“‘El Diablo’ (dei Litfiba, ndr), anche Lucio Battisti ma rielaborato in versione rock che è un po’ la nostra anima”.

I componenti dei ‘CellaMusica’...

“Fuori siamo diversi, facciamo le prove alla Corte dei miracoli. Ci sono io, la batterista, un volontario, due vocalist, un mio collega che suona la chitarra, Francesco. E poi Sara, responsabile del corso di musica, bravissima con il flauto. È poi venuto a darci una mano Andrea Castelli, bassista. Dentro comunque sta continuando il progetto. Il numero è in continua evoluzione perché Siena è una casa circondariale, c’è un forte ricambio”. 

La difficoltà maggiore?

“A volte organizzativa, siamo sempre dentro ad un carcere. Ma abbiamo tenuto duro”.

Un momento di buio e uno di luce del progetto?

“Buio quando c’è stato un partecipante che ha reso difficoltosa la gestione. Alla fine però siamo andati avanti. Momenti di luce? Tutti gli eventi fatti, l’ultimo al teatro della Pergola di Firenze. Chi assisteva non si attendeva un tale spettacolo”.

Una canzone vostra?

“‘C’è la musica’, il nostro inno. L’ha scritta e musicata mio fratello perché suona più strumenti. Una sera parlavo con lui dell’iniziativa, una settimana dopo mi chiamò: aveva mandato tutto. Racconta la nostra storia, le emozioni”. 

Cosa significa a livello umano questa esperienza per Battista?

“Il mio lavoro comporta il far rispettare le regole nel carcere. Però quando si entra in teatro si azzera tutto. Siamo molte persone che condividono la stessa passione, la musica. Anche un messaggio all’esterno, spesso la polizia penitenziaria viene dipinta diversamente. Siamo tutt’altro”.

L’emozione più grande?

“Con i lavoratori della Beko, quando sono venuti in teatro. Ci siamo sentiti reciprocamente vicini”.

Prossimi eventi?

“Fra le ipotesi l’Enoteca, sarebbe bello entrare nel programma estivo di Siena”.

Dove vogliono arrivare i ‘Cella’?

“Sono tifoso del Napoli, De Laurentis fece un libro dalla C alla Champions. Noi magari da Santo Spirito a Sanremo. Un sogno, lo so. Ma andiamo avanti”.