La Nazione, 26 settembre 2020
Il Comune ha aderito al progetto che durerà al massimo un anno. Può andare in una struttura chi ha quasi scontato la pena. Dieci i detenuti che nel comune di Siena potranno usufruire del progetto "Una mano per la casa". Un'idea nata per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 in carcere dove spesso c'è sovraffollamento mentre serve il distanziamento per evitare il contagio. Il progetto, finanziato per 419 mila euro (divisi fra Siena, Livorno e Firenze) dalla Cassa delle ammende e dall'Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna, "punta a creare le condizioni per favorire l'accesso a misure alternative alla prigione per i detenuti del carcere del territorio - si legge nel bando emesso da Palazzo Pubblico in scadenza il 5 ottobre - che sono privi di riferimenti esterni e soprattutto di un domicilio".
Chiaro che si tratta di persone che sono vicine alla fine della pena e possono accedere a misure alternative alla cella. Per le spese legate all'alloggio, all'ospitalità e all'eventuale progetto di reinserimento sociale la Regione erogherà alle strutture o agli operatori che accederanno al bando un contributo massimo giornaliero di 29 euro per sei mesi. Dieci come detto i detenuti che potranno usufruire del servizio accoglienza a Siena.










