di Caterina Iannaci
Corriere di Siena, 21 maggio 2026
“Un bar di paese” è l’allestimento scenico scritto dai ragazzi della casa circondariale di Santo Spirito di Siena con la compagnia Lalut e Egumteatro. “Un bar di paese”, l’allestimento scenico scritto dai ragazzi della casa circondariale di Santo Spirito di Siena con la compagnia Lalut e Egumteatro, ha vinto il Premio teatrale Maurizio Costanzo nelle carceri 2026 e può quindi essere rappresentato al Teatro Parioli-Costanzo alla presenza di prestigiose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Si tratta della seconda edizione di un premio rivolto alle compagnie teatrali che operano nelle carceri italiane. Presente anche il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena- Colle di Val d’Elsa-Montalcino.
Questo premio intende celebrare e promuovere l’arte teatrale come strumento di espressione, crescita e reintegrazione sociale all’interno del contesto carcerario. Il bando, a cui hanno partecipato da tutta Italia, era rivolto a tutte le compagnie teatrali che operano all’interno delle carceri italiane. La compagnia teatrale deve essere attiva all’interno di una struttura carceraria italiana. Il testo, scritto in lingua italiana, doveva essere un’opera originale, mai rappresentata in precedenza al di fuori del contesto carcerario.
Un prestigioso riconoscimento che investe tante persone, dagli stessi detenuti al personale, dai volontari, il direttore Graziano Pujia al comandante della polizia penitenziaria Marco Innocenti e anche il cappellano don Carmelo Lo Cicero che recita nella rappresentazione. “Un bar di paese” è stato scritto durante un laboratorio di scrittura teatrale tenuto in carcere da Annalisa Bianco, autrice e regista di grandissima esperienza, da una decina di detenuti che salgono in scena assieme ai Cella Musica e, nell’unico ruolo femminile, la conduttrice del laboratorio teatrale Rita Ceccarelli.









