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di Massimo Biliorsi

La Nazione, 19 marzo 2026

“Un bar di paese”, l’allestimento scenico scritto dai ragazzi della casa circondariale di Santo Spirito di Siena con la compagnia Lalut e Egumteatro, vince il Premio teatrale Maurizio Costanzo nelle carceri 2026 e sarà rappresentata al Teatro Parioli-Costanzo il 20 maggio alla presenza di prestigiose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Un prestigioso riconoscimento che investe tante persone, dagli stessi detenuti al personale, dai volontari, il direttore Graziano Pujia al comandante della polizia penitenziaria Marco Innocenti.

Si tratta della seconda edizione di un premio rivolto alle compagnie teatrali che operano nelle carceri italiane. Questo premio intende celebrare e promuovere l’arte teatrale come strumento di espressione, crescita e reintegrazione sociale all’interno del contesto carcerario. Il bando, a cui hanno partecipato da tutta Italia, era rivolto a tutte le compagnie teatrali che operano all’interno delle carceri italiane. La compagnia teatrale deve essere attiva all’interno di una struttura carceraria italiana. Il testo, scritto in lingua italiana, doveva essere un’opera originale, mai rappresentata in precedenza al di fuori del contesto carcerario.

Ne parliamo con il regista Ugo Giulio Lurini. Come nasce questo testo? “Un bar di paese è stato scritto - afferma Lurini - durante un laboratorio di scrittura teatrale tenuto in carcere da Annalisa Bianco, autrice e regista di grandissima esperienza, da una decina di detenuti che saliranno in scena assieme ai Cella Musica e, nell’unico ruolo femminile, la conduttrice del laboratorio teatrale Rita Ceccarelli”.

Come giudica questa nuova avventura premiata a livello nazionale? “Sarà una occasione unica per attori e musicisti - conclude Lurini - per calcare il palcoscenico del grande teatro romano. Le prove della messa in scena sono già iniziate”. Nella proclamazione si legge che la valutazione ha tenuto conto dei criteri: di originalità e creatività del testo, della capacità di trasmettere messaggi di inclusione, speranza e riscatto, qualità della scrittura e della struttura drammaturgica. A maggio ci sarà ovviamente grande attenzione mediatica di un progetto che rappresenta un omaggio concreto alla vita artistica e sociale di Maurizio Costanzo, trasformando la memoria in un atto vivo e di impegno sociale.