sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Gianpaolo Catanzariti*

Il Dubbio, 18 giugno 2024

Nonostante ogni giorno arrivino, continuamente, le drammatiche notizie di nuovi suicidi fra i detenuti, questa lunga scia di morte, purtroppo, non sollecita più di tanto una diffusa indignazione. Solo poche realtà associative avvertono la vergogna per quanto sta avvenendo nelle carceri italiane. Pochissime quelle in mobilitazione diffusa. Pochi quotidiani, pochissimi intellettuali. Per i media e i politici è come se, risolta la questione personale della cittadina Ilaria Salis o di Chico Forti, l’Italia abbia cancellato il degrado e la vergogna dei propri istituti di pena. Intendiamoci, sono particolarmente felice che, almeno per il momento, questi casi individuali abbiano trovato una risposta positiva. Resto, però, sconcertato per la strafottenza e la superficialità con cui, specie la politica, ma non solo, si approccia al dramma delle carceri. Eppure, la presenza dei detenuti aumenta, mese dopo mese. Al 31 maggio si sono registrate 61.547 presenze in carcere. 250 in più rispetto al mese scorso. Quasi 1.400 in più dall’inizio dell’anno a fronte di un’effettiva capienza pari a 47.000 posti circa. E il numero delle persone incarcerate senza che nei loro confronti sia stata emessa una sentenza definitiva, nessuno dei quali, però, eletto al Parlamento europeo, ha superato le 15.000 unità, e sono almeno 2.000 i detenuti all’estero, in attesa che lo Stato italiano si ricordi anche di loro.

Contiamo finora: 44 suicidi almeno. 56 deceduti per cause diverse dal suicidio oppure non ancora accertate. In totale sono 100 le morti in carcere e di carcere. Una cifra impressionante che dovrebbe provocare una generale ondata di indignazione. Solo la comunità dei penalisti, l’Unione delle Camere Penali, ha avvertito, da mesi, il dovere di mobilitarsi, sino alla maratona oratoria che impegna, da diverse settimane, numerose Camere penali. Da Nord a Sud, isole comprese, siamo nelle piazze d’Italia per prestare la nostra voce a chi, privato della libertà, violentato nella sua dignità, non può manifestare il proprio sdegno, se non attraverso il gesto estremo del suicidio.

E saremo a Roma, per una manifestazione conclusiva, per sollecitare immediati ed efficaci interventi che fermino la mattanza carceraria, e per iniziare un percorso di riforme che possa riportare l’Italia al rispetto delle sue leggi, della Costituzione e delle Carte internazionali sui diritti dell’uomo. È dall’inizio dell’anno che mettiamo in campo le nostre risorse umane per sensibilizzare politica, cittadini, magistrati, giornalisti. Non per una rivendicazione corporativa: avvertiamo un sentimento diffuso di angoscia e di sofferenza per le condizioni disumane e indegne in cui vivono, costrette, migliaia di persone nelle carceri. Avvertiamo un profondo disagio per come lo Stato costringe le contingentate risorse umane del settore penitenziario a svolgere, in condizioni stressanti, la loro missione.

E non ci fermeremo certo alla maratona oratoria per scuotere dal torpore e dall’ignavia le istituzioni, sorde anche ai moniti del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, che denuncia, di nuovo, l’inerzia della politica rispetto al dramma dei suicidi, l’incapacità di affrontare l’emergenza carceraria; e stigmatizza la mancata trasparenza sulle azioni messe in campo.

Non rimarremo in silenzio dinanzi alla strage di vite in custodia dello Stato, sperando che anche la magistratura esca dall’asfittica visione corporativa che ha indotto l’Anm alla mobilitazione generale, allo sciopero preventivo, all’apertura dei Tribunali di notte per contrastare la separazione delle carriere, ad oggi purtroppo lontana, rimanendo però silente dinanzi alla tragedia dei suicidi in carcere. Ora però basta, signori magistrati! Ora, basta, signori della politica! Basta! Sul carcere è in gioco il prestigio del nostro Paese, il decoro delle istituzioni repubblicane, la difesa della Costituzione antifascista, l’affermazione dello Stato di diritto, la tutela della dignità di ogni uomo.

*Osservatorio Carcere Ucpi