rainews.it, 28 aprile 2022
Shock nella città-Stato: il detenuto con problemi mentali era stato condannato per droga. Ora si teme una escalation delle esecuzioni. All’uomo era stata diagnosticata una disabilità intellettiva. Non sono serviti a nulla anni di battaglie legali e di proteste mediatiche.
È stato giustiziato a Singapore Nagaenthran K. Dharmalingam, l’uomo di nazionalità malese condannato alla pena di morte il 22 novembre 2010 per essere stato trovato in possesso di poco più di 42 grammi di eroina nell’aprile 2009. A Singapore infatti vige una legge severissima contro il traffico di droga e a nulla è valso il fatto che all’uomo fosse stata diagnosticata una disabilità mentale, condizione per la quale le esecuzioni sono vietate dalle convenzioni internazionali per i diritti umani.
Così né la lunga battaglia legale, durata un decennio e impugnata dai suoi avvocati e dalla madre, né gli appelli internazionali alla clemenza sono valsi a salvarlo dal braccio della morte. L’ultimo tentativo lunedì 25 aprile, quando la madre, Panchalai Supermaniam, si è vista rifiutare l’ennesimo ricorso dove sosteneva che il figlio non avesse ricevuto un giusto processo per via del conflitto di interessi del giudice della Corte d’appello, lo stesso che aveva emesso la condanna nel 2010. Nella prigione di Changi l’uomo è stato quindi impiccato. Un atto definito da Amnesty International “vergognoso e senza pietà”.
Negli anni la vicenda aveva provocato proteste senza precedenti in Malaysia e ricevuto ampia attenzione anche a livello internazionale. Era riuscita a interessare istituzioni come l’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, i rappresentanti dell’Unione europea, oltre che il primo ministro malese, Ismail Sabri Yaakob. Singapore aveva sospeso le esecuzioni per due anni a causa della pandemia da Covid-19 prima di riprenderle con l’esecuzione di un trafficante di droga avvenuta a marzo.
Ora la preoccupazione più grande è che si verifichi un’escalation. “Le autorità di Singapore - ha affermato Erwin van der Borgt, direttore regionale Asia-Pacifico di Amnesty International - devono fermare immediatamente l’attuale ondata di esecuzioni e rivedere urgentemente la legislazione sull’uso della pena di morte, in vista dell’abolizione, alla luce di questo caso scioccante”. Il corpo di Nagaenthran, ha fatto sapere la famiglia, sarà riportato nella sua città natale, a Ipoh, capitale dello stato di Perak, dove si terrà il suo funerale.
Amnesty: “Atto vergognoso” - “L’esecuzione di Nagaenthran è un atto vergognoso da parte del governo di Singapore, compiuto senza pietà nonostante le estese proteste a Singapore, in Malaysia e in tutto il mondo”. Così il direttore regionale Asia-Pacifico di Amnesty International, Erwin van der Borgt, in risposta all’esecuzione di Nagaenthran Dharmalingam, avvenuta nonostante gli fosse stata diagnosticata una disabilità intellettiva.










