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di Riccardo Noury*

Corriere della Sera, 4 maggio 2026

A Singapore l’Atto sulla protezione dalla falsificazione e dalla manipolazione online, noto con l’acronimo Pofma e in vigore dall’ottobre 2019, rischia di fare una nuova vittima. L’attivista Kokila Annamalai, detta Koki, cofondatrice del Collettivo per la giustizia trasformativa, andrà a processo il 17 maggio dopo che, il 23 aprile, si è rifiutata di correggere alcuni post pubblicati sulle principali piattaforme social. Aveva ricevuto numerosi avvisi di farlo ma li ha rimandati indietro: per lei il Pofma è una norma liberticida, che ha l’obiettivo di costringere a dichiarare falso ciò che si è scritto di vero.

Nell’ottobre 2024, anno in cui (come in quello successivo) Singapore ha fatto registrare un notevole aumento dell’uso della pena di morte per reati di droga, Koki aveva pubblicato una serie di post in cui denunciava l’arbitrarietà delle procedure nei processi contro persone accusate di aver introdotto nel paese sostanze stupefacenti. Secondo il ministero degli Interni, queste affermazioni hanno rappresentato in modo falso il sistema giudiziario che regola i processi per droga. Se sarà giudicata colpevole di aver violato il Pofma, Koki rischia di subire una multa equivalente a circa 20.000 euro, una condanna fino a un anno di carcere o entrambe.

*Portavoce di Amnesty International Italia