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di Maria Teresa Giglio

 

La Sicilia, 26 gennaio 2015

 

Colpevole di aver segnalato alla direzione i comportamenti poco consoni al regime restrittivo cui è sottoposto. Di questo, un detenuto, ha ritenuto responsabile una delle guardie penitenziarie che lavorano a Cavadonna. E per questo era determinato a "punirlo". Con l'unico sistema che lui conosce: la violenza.

E così ha atteso il momento più opportuno per agire. L'occasione si è presentata quando a quell'agente penitenziario è spettato accompagnarlo dalla cella fino al cortile del carcere. Giunti in uno dei corridoi che danno accesso al cortile, dove non c'era nessuno, il detenuto ha aggredito il "accompagnatore", afferrandolo al collo.

La guardia si è naturalmente difesa: il trambusto della colluttazione ha attirato altro personale di sicurezza del carcere, i quali hanno bloccato il detenuto rendendolo inoffensivo. L'agente penitenziario ha riportato contusioni e ferite giudicate guaribili in 20 giorni.

Per il detenuto è scattata una nuova disposizione disciplinare, in aggiunto a quella che era stata disposta nei suoi confronti proprio per la segnalazione alla direzione alla base dell'aggressione. Il recluso, peraltro, è un detenuto sottoposto già a regime di alta sicurezza, motivo per il quale anche per raggiungere il cortile per l'ora d'aria, deve essere scortato.

Ovvio che la vicenda abbia, ancora una volta, riacceso i riflettori sulla situazione generale all'interno della casa circondariale di Cavadonna, dove il rapporto tra detenuto e personale di sorveglianza, è sempre più impari. E a nulla sono valse finora le richieste avanzate al Dipartimento penitenziario.

Come sottolinea il vicesegretario regionale del Sinappe, Salvatore Alota. "Se già ora la situazione è così difficile, per non dire altro, figuriamoci come sarà non appena sarà aperto il nuovo padiglione che inevitabilmente comporterà un ulteriore divisione del già carente personale".

Le paventate crescenti difficoltà nel garantire la sicurezza all'interno della struttura di reclusione sono state giù oggetto di segnalazioni al Dipartimento penitenziario da parte del Sinappe. Segnalazioni più che datate, e finora senza alcuna riposta, come precisa ancora Alota.

Ma una nota positiva c'è: "Il personale della casa circondariale di Siracusa può tirare un sospiro di sollievo. Quegli agenti i quali, a causa di inspiegabili ritardi, non si erano visti recapitare in busta paga gli emolumenti accessori relativi alle attività lavorative svolte durante il mese di settembre.

Della vicenda - prosegue il vicesegretario regionale - se n'era presa carico il Sinappe. Ascoltate le preoccupazioni degli agenti, e valutata l'anomalia, il sindacato ha alzato la voce, intimando all'amministrazione di fare chiarezza. Ed è di oggi l'importante passo in avanti, preludio di un rapido epilogo: l'Ufficio del trattamento economico ha dichiarato che ci sarà un "flusso straordinario" per rimediare al disguido avvenuto in busta paga". Stando alla circolare, le somme mancanti dovrebbero essere accreditate nell'arco della prossima settimana o al massimo entro febbraio.

"Siamo riusciti a salvaguardare i diritti dei poliziotti", è il commento a caldo del rappresentante della polizia penitenziaria. Che aggiunge: "Ci auguriamo in futuro di raggiungere sempre risultati che diano riposte adeguate alle aspettative di una categoria di lavoratori che si distingue sempre e comunque per impegno e professionalità".