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di Francesco Nania

La Sicilia, 3 settembre 2026

All’interrogazione di Nicita (Pd) rispondono i parlamentari Cannata e Sallemi (Fdi): il sottosegretario pronto a visitare il carcere e il governo ha già preso visione delle numerose emergenze. L’ennesima rivolta all’interno di Cavadonna riaccende i riflettori sulle condizioni del carcere siracusano e apre un nuovo fronte di dibattito politico. Da una parte l’interrogazione presentata al ministro della Giustizia dal senatore del Pd Antonio Nicita, dall’altra la replica dei parlamentari di FDI Salvo Sallemi e Luca Cannata, che rivendicano l’attenzione del Governo Meloni e annunciano a breve la visita a Siracusa del sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni.

Al centro dell’interrogazione di Nicita ci sono le principali criticità che da tempo interessano l’istituto penitenziario: il sovraffollamento, la carenza di personale della Polizia penitenziaria e il mancato completamento delle funzioni gerarchiche della struttura. Il senatore Dem ha chiesto al Governo di riferire sui dati aggiornati relativi alle presenze dei detenuti, alla capienza effettiva dell’istituto e alla consistenza degli organici, ma anche sui tempi necessari per completare l’assetto gerarchico della casa circondariale.

Nell’interrogazione vengono, inoltre, richieste informazioni sullo stato degli interventi di manutenzione straordinaria, sul potenziamento dell’assistenza sanitaria e psichiatrica e sulle iniziative che il Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria intende adottare per migliorare la qualità del vitto e regolamentare i criteri del sopravvitto, anche attraverso il raccordo con la Regione per quanto riguarda l’ingresso dei generi alimentari.

La replica di Fratelli d’Italia. “Sulla situazione di Cavadonna l’attenzione del Governo è massima”, sottolineano Sallemi e Cannata. I due parlamentari assicurano che il Dap ha già attivato “misure organiche, sinergiche ed efficaci” e annunciano una linea di fermezza nei confronti dei responsabili dei disordini: “Contro chi ha fomentato la rivolta vi sarà la massima severità e tolleranza zero”. Sul tema interviene anche il deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gennuso, che pone l’accento soprattutto sulle condizioni in cui opera la Polizia penitenziaria. “L’ennesima rivolta all’interno del carcere di Cavadonna dimostra quanto sia delicata e preoccupante la situazione”.

Per il parlamentare regionale, gli ultimi disordini non possono essere considerati un episodio isolato, ma rappresentano “l’ennesima situazione di forte tensione che coinvolge il carcere di Cavadonna”. Ma l’emergenza sicurezza non riguarda soltanto gli agenti. Il clima di tensione e i continui disordini vengono vissuti con forte disagio anche dal personale sanitario che presta servizio all’interno dell’istituto.

La Funzione Pubblica della Cgil, già diversi mesi fa, aveva chiesto un incontro alla Direzione del carcere, senza però ricevere risposta. Nella nota erano state evidenziate carenze strutturali e di organico che, secondo il sindacato, si trascinano da tempo: dagli ascensori non funzionanti ai problemi organizzativi, passando per il sovraffollamento che costringe spesso infermieri e altro personale sanitario a lavorare in condizioni di disagio e senza un’adeguata sorveglianza da parte del personale di sicurezza.

A rendere ancora più difficile il quadro, negli ultimi mesi, sono intervenuti anche problemi agli impianti di climatizzazione, risultati insufficienti o non funzionanti, insieme all’esasperazione dei detenuti e a quelle che il sindacato definisce carenze nelle misure organizzative. “Il personale medico e infermieristico - spiega Sabina Zuccaro - subisce oggi un forte disagio dovuto non solo alle già segnalate, ma mai affrontate, carenze di organico, ma anche alle ulteriori assenze per malattia del personale coinvolto nei disordini”. Nonostante le difficoltà, l’attività sanitaria non si è mai fermata.