di Luca Signorelli
siracusanews.it, 6 gennaio 2026
Il Magistrato di Sorveglianza di Siracusa ha assegnato 45 giorni di tempo alla Direzione della Casa Circondariale di Cavadonna per intervenire sulle gravi criticità riscontrate nel Blocco 20, dove nelle scorse settimane si sono verificate proteste e tensioni tra i detenuti. Il provvedimento, depositato il 5 gennaio 2026, arriva a seguito del reclamo presentato dai detenuti della sezione, difesi d’ufficio dall’avvocato Marco Cadili del Foro di Siracusa, e dopo una visita ispettiva effettuata il 23 dicembre 2025, che ha confermato la fondatezza delle segnalazioni. Il Magistrato ha parlato espressamente di una gravissima violazione del diritto alla salute, determinata da condizioni igienico-sanitarie inaccettabili.
Tra le criticità accertate figurano infestazioni nei locali, la mancanza di acqua calda e il non funzionamento del riscaldamento, condizioni incompatibili con i principi di dignità e tutela della salute delle persone ristrette. Sebbene la Direzione del carcere avesse disposto una disinfestazione già il 24 dicembre 2025, il Magistrato ha ritenuto non realistici i tempi inizialmente prospettati, alla luce delle valutazioni del tecnico specializzato che ha partecipato al sopralluogo del 27 dicembre. Per questo è stato fissato un termine congruo di 45 giorni per completare la disinfestazione completa del Blocco 20 e i lavori di ripristino dell’acqua calda e del riscaldamento.
L’udienza di verifica è stata fissata per il 20 febbraio 2026. In caso di mancato rispetto del termine o di interventi inefficaci, i detenuti - personalmente o tramite il proprio difensore - potranno richiedere un giudizio di ottemperanza, con la possibile nomina di un Commissario ad acta. Parallelamente, l’avvocato Marco Cadili ha annunciato la presentazione di una memoria difensiva anche sulla questione del sovraffollamento carcerario, evidenziando come nella struttura non sarebbero rispettati i principi della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, così come interpretati dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. In particolare, la giurisprudenza europea stabilisce un minimo di spazio vitale pari ad almeno 3 metri quadrati per ogni detenuto, parametro che - secondo la difesa - non sarebbe garantito in alcune sezioni dell’istituto siracusano.
L’avvocato Cadili in udienza ha fatto rilevare la possibilità per i detenuti di poter richiedere ex art. 35 ter O.P. un risarcimento del danno per violazione dell’art. 3 Cedu richiamato dallo stesso articolo sull’Ordinamento Penitenziario. Il difensore al termine dell’udienza si è recato alla casa circondariale per un colloquio con i detenuti reclamanti ove ha potuto verificare di persona i segni dei morsi delle cimici sulla pelle di un detenuto.









