di Francesco Nania
La Sicilia, 29 agosto 2026
È una situazione definita “decisamente allarmante” quella emersa ieri mattina durante la riunione straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata per fare il punto sui recenti episodi avvenuti nella casa circondariale di Cavadonna. A presiedere l’incontro è stata il viceprefetto Marinella Iacolare. Al tavolo, tra gli altri, il sindaco di Siracusa Francesco Italia, il procuratore aggiunto Andrea Palmieri, il direttore dell’istituto penitenziario Giuseppe Russo e due rappresentanti dell’asp. Due ore di confronto per affrontare criticità che, secondo quanto emerso, sono note da tempo ma che nelle ultime settimane avrebbero registrato un significativo aggravamento.
Una situazione che ha contribuito ad alimentare il malcontento tra i detenuti, alcuni dei quali hanno intrapreso uno sciopero della fame e inviato una lettera al Provveditore nazionale degli istituti di pena per segnalare le condizioni in cui sono costretti a vivere.
“Già nelle settimane precedenti - ha spiegato il sindaco Francesco Italia - in seguito alla relazione del garante dei diritti dei detenuti, da me nominato nel 2019, avevo sentito il prefetto, il commissario Asp e il direttore di Cavadonna. Il quadro emerso nella riunione è decisamente allarmante, sotto svariati profili”. Per il primo cittadino è necessario un intervento immediato da parte delle istituzioni centrali. “Ritengo che una situazione siffatta debba essere al più presto portata all’attenzione del Ministero dell’interno così come di quello della Giustizia - ha aggiunto Italia - perché al di là delle gravi criticità diffuse che riguardano il sistema delle carceri italiane, ritengo si palesino condizioni specifiche tali da richiedere interventi indifferibili e urgenti a tutela dell’istituto, degli operatori e degli stessi detenuti”.
A descrivere il clima all’interno del carcere è anche il garante dei diritti dei detenuti Giovanni Villari, secondo cui gli episodi verificatisi in poche ore rappresentano il segnale di una situazione particolarmente delicata. “Prospettano una situazione molto seria - ha affermato - con pressioni difficilmente gestibili a causa della cronica carenza di agenti di polizia penitenziaria”.
Alle difficoltà legate alla sicurezza si aggiungono quelle relative alle condizioni di vita dei detenuti. Da alcuni giorni è in corso una protesta legata soprattutto alle temperature elevate. “Lamentano il caldo soffocante, mitigato solo in minima parte dai ventilatori”, ha riferito Villari. A pesare sul malcontento sarebbero anche alcune disposizioni che hanno introdotto restrizioni sui prodotti che i familiari possono inserire nei pacchi destinati ai detenuti. “I pacchi - ha spiegato il garante - non possono più contenere alcuni cibi ed è stato bloccato anche il sopravvitto”. Una questione particolarmente sentita in questi giorni di caldo intenso. “Sarebbe, ad esempio, auspicabile somministrare loro bevande isotoniche che, invece, sono vietate”, ha aggiunto Villari. Tra le altre segnalazioni raccolte dal garante anche la presenza di cimici e topi, che contribuirebbe a rendere ancora più difficili le condizioni all’interno della struttura. struttura e a danneggiare parte degli impianti. All’esterno, il carcere è stato blindato dai contingenti di carabinieri, polizia di Stato e guardia di finanza, schierati per impedire eventuali tentativi di evasione e garantire la sicurezza dell’area.
Sul posto è arrivato anche il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria della Sicilia, Maurizio Veneziano, che, insieme al commissario Rizzo, ha assunto la gestione della crisi direttamente sul campo. Sull’accaduto interviene anche il sindacato di polizia penitenziaria Osapp. “Visto quanto avvenuto - afferma il segretario Giuseppe Argentino - esigiamo che venga fatta piena luce sulla gestione dell’evento. Chiediamo di capire se le regole d’ingaggio previste per fronteggiare situazioni così caotiche e critiche siano state applicate correttamente.
Riteniamo inaccettabile - aggiunge Argentino - che un numero così limitato di facinorosi abbia potuto determinare un tale livello di violenza e mandare in ospedale ben dieci unità della polizia penitenziaria”. Il Consipe ha indetto per il primo settembre un sit-in di protesta davanti alla casa c circondariale per tutelare gli agenti. “Il penitenziario di Siracusa - afferma Francesco Davide Scaduto, vice presidente della confederazione sindacale - è l’emblema del default organizzativo di tutta l’amministrazione penitenziaria incapace di gestire le carceri, i detenuti ristretti e di tutelare gli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria”.









