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di Giulio Perotti

siracusanews.it, 12 settembre 2026

Via libera del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria alla rilevazione sulle condizioni di detenzione promossa dalla Camera Penale “Pier Luigi Romano” di Siracusa. L’iniziativa, deliberata dal Consiglio direttivo lo scorso 1° settembre, potrà essere avviata negli istituti penitenziari della provincia: Cavadonna a Siracusa, Augusta e Noto. A comunicarlo è la stessa Camera Penale, dopo la nota del 10 settembre con cui il capo del Dipartimento, Stefano Carmine De Michele, ha fatto sapere di non ravvisare motivi ostativi all’iniziativa, richiamando un’ottica di massima trasparenza.

Il Dipartimento ha demandato al Provveditorato regionale e alle direzioni degli istituti l’adozione delle disposizioni necessarie affinché il personale di vigilanza sia informato dell’autorizzazione e la rilevazione possa svolgersi in maniera omogenea. Il meccanismo previsto dalla Camera Penale passa interamente attraverso il rapporto tra detenuto e difensore. Durante il colloquio, l’avvocato consegnerà al proprio assistito una scheda di segnalazione. Il detenuto potrà compilarla personalmente e restituirla al difensore tramite posta, come corrispondenza difensiva. Sarà quindi la Camera Penale a raccogliere e aggregare le informazioni.

Particolare attenzione è stata posta alla riservatezza. I dati identificativi resteranno riservati, mentre all’esterno saranno resi noti esclusivamente gli elementi relativi alle problematiche segnalate, in forma anonima e aggregata, con una suddivisione per istituto e per area di criticità. La scheda, precisa inoltre la Camera Penale, non sostituisce il reclamo al magistrato di sorveglianza né gli altri strumenti individuali di tutela previsti per le persone detenute. L’iniziativa nasce dalle visite effettuate nel mese di agosto nell’ambito di “Ristretti in Agosto”, la mobilitazione nazionale promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane. Secondo la Camera Penale siracusana, quelle visite avrebbero restituito un quadro complessivamente peggiorato rispetto all’anno precedente.

Da qui la scelta di affiancare alla fotografia necessariamente limitata nel tempo di una visita una raccolta più ampia di segnalazioni provenienti direttamente dalle persone che vivono quotidianamente negli istituti. L’obiettivo, spiegano i penalisti, è trasformare le singole testimonianze in un patrimonio di dati utilizzabile anche nel confronto con le istituzioni. La Camera Penale sottolinea inoltre che l’iniziativa non nasce in contrapposizione all’Amministrazione penitenziaria, della quale viene anzi riconosciuta la disponibilità nel consentire la rilevazione.

Nel comunicato viene evidenziato anche un altro aspetto: condizioni materiali della detenzione e sicurezza di chi lavora negli istituti penitenziari vengono considerate due facce dello stesso problema. Un tema particolarmente rilevante alla luce delle tensioni registrate negli ultimi mesi anche nel carcere di Cavadonna. La prima fase della rilevazione si concluderà il 15 ottobre 2026. La Camera Penale prevede tuttavia che la raccolta delle segnalazioni rimanga successivamente aperta e venga aggiornata periodicamente.

Al termine della prima ricognizione, gli esiti saranno trasmessi, sempre in forma anonima e aggregata, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al Provveditorato regionale, alle autorità competenti e all’Osservatorio Carcere dell’Unione delle Camere Penali Italiane. L’iniziativa punta dunque a costruire una fotografia più ampia e sistematica delle condizioni negli istituti della provincia, mettendo insieme le segnalazioni raccolte direttamente dai detenuti attraverso i loro difensori e riportandole alle istituzioni senza rendere identificabili le singole persone.