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di Marta Silvestre

meridionews.it, 13 ottobre 2024

Un’accademia sartoriale e un atelier in un bene confiscato alla mafia nel cuore della Borgata, un quartiere di Siracusa ad alto rischio di disagio e devianza. A trasformare un immobile che fu dell’omonimo clan del rione aretuseo, e che era oramai praticamente diroccato, è stato il progetto Le tele di Aracne rivolto a giovani detenuti della casa circondariale di Cavadonna e donne a rischio di marginalizzazione sociale. “È un potente strumento di riscatto e di inclusione sociale che impatta due fragilità, quelle delle persone coinvolte e quelle del quartiere dove insiste la struttura”, spiega a MeridioNews Sebino Scaglione, il presidente di Passwork, la cooperativa sociale che è capofila dell’associazione temporanea di scopo - composta anche da Cna Siracusa, Moda Ermes Comunicazione e Fondazione di Comunità Val di Noto Ets - che gestisce il progetto promosso da Comune di Siracusa e finanziato dal ministero dell’Interno.

Nella sartoria sociale di via Bainsizza è già iniziato il primo laboratorio di formazione a cui stanno partecipando 12 persone: cinque detenuti del carcere Cavadonna di Siracusa e sette donne a rischio di marginalizzazione, di cui tre che vivono in case rifugio per vittime di violenze. “Un progetto che ha l’obiettivo - dichiara Scaglione - di tessere un tessuto sociale fragile e di ricucire vite sdrucite”. Come quella di Amina, una ragazza originaria della Tunisia che è ospite del progetto Sai (Sistema di accoglienza e integrazione) a Cassaro (nel Siracusano), dove vive con il marito e il nipote. Dopo un’esperienza lavorativa importante di sarta svolta nel suo Paese, oggi Amina è una delle tutor di Le tele di Aracne. “L’incontro con la nostra accademia sartoriale - dice il presidente di Passwork - ha scatenato tutte le sue potenzialità finora inespresse”.

E, forse, di più l’arte riparatrice della sartoria ha fatto con Giuseppe. Un detenuto poco più che 30enne, in uscita dal circuito penale per cui sta scontando una pena dopo un reato grave. “Durante la prima giornata di formazione, il suo impatto emotivo è stato fortissimo”. Prendere in mano le forbici, srotolare il metro, appuntare gli spilli e gli aghi, indossare un ditale e toccare i filati lo hanno riportato indietro agli anni della sua infanzia. “A uno dei pochi ricordi belli che lo legano a quel periodo perché sono gli attrezzi del mestiere del nonno - racconta Scaglione - che aveva provato anche a trasferirgli questa passione”. Interrotta, ma di cui adesso riprende le fila “con Le tele di Aracne, un nuovo inizio che sa di riscatto e di rinascita”. Tanto personale quanto sociale.

L’accademia ha già dato vita a una linea sartoriale ispirata al riutilizzo del cosiddetto corredo della nonna: creazioni artigianali fatte all’uncinetto cucite sulle coffe tradizionali siciliane, sui cappelli di paglia, sulle infradito e su altri accessori e capi di abbigliamento. “Siamo fermamente impegnati a garantire la prosecuzione di questo progetto - conclude il presidente di Passwork - per continuare a tessere storie di speranza e opportunità”.

La somministrazione di lavoro è una forma di contratto lavorativo che si sta sviluppando rapidamente negli ultimi tempi, ma le cui funzionalità potrebbero non essere del tutto chiare. Poiché è una tipologia di contratto che porta numerosi benefici alle aziende e ai datori di lavoro, ma anche agli stessi lavoratori, abbiamo realizzato questo articolo per spiegare in maniera trasparente e semplice cosa si intende per somministrazione di lavoro. Cominciamo col dire che i soggetti chiamati in causa sono tre e che di fatto si stipulano due diversi contratti. Le aziende (utilizzatori) possono rivolgersi ad agenzie di lavoro autorizzate (somministratori) per richiedere le prestazioni di lavoratori. Non tutte le agenzie per il lavoro possono fornire questo tipo di servizio, ma solo quelle regolarmente iscritte in un albo informatico presso l’Anpal.

Un primo contratto di somministrazione, definito commerciale, viene stipulato tra l’utilizzatore e il somministratore e può essere a tempo determinato o indeterminato. Un secondo contratto, detto di lavoro, viene invece sottoscritto tra il somministratore e il lavoratore somministrato e anche in questo caso può essere a tempo determinato o indeterminato. Come vengono regolati i rapporti tra i tre soggetti? L’agenzia per il lavoro si occupa della retribuzione del lavoratore, della gestione contributiva, del rispetto delle normative contrattuali e in generale di tutti gli aspetti burocratici. Inoltre deve anche garantire la formazione e la sicurezza del lavoratore. L’azienda viene di fatto sgravata da una serie di impegni, consentendole di risparmiare sui costi per la selezione e l’assunzione del personale e guadagnare tempo prezioso per dedicarsi maggiormente al suo core business. L’azienda utilizzatrice è comunque tenuta a rispettare le condizioni di lavoro, altrimenti il lavoratore può rivolgersi all’agenzia per far valere i suoi diritti. In pratica quindi il lavoratore è sotto contratto con l’agenzia per il lavoro, ma offre i suoi servizi all’azienda utilizzatrice.

I lavoratori che hanno sottoscritto un contratto di somministrazione a tempo indeterminato possono beneficiare degli stessi diritti degli altri dipendenti assunti a tempo indeterminato. Inoltre il lavoratore assunto a tempo indeterminato ha anche diritto a un’indennità di disponibilità per quei periodi in cui non viene mandato in missione presso altre aziende, in pratica quando non lavora. Il contratto di somministrazione a tempo determinato ha invece una durata limitata che non può superare i 24 mesi. In pratica può essere prorogato fino ad un massimo di sei volte nell’arco dei 24 mesi e ogni proroga deve essere giustificata da esigenze specifiche e va formalmente comunicata al lavoratore. È opportuno sapere che questa forma di contratto, per essere valida, deve essere obbligatoriamente messa per iscritto. I vantaggi sono numerosi per tutti i soggetti: l’azienda utilizzatrice può beneficiare di una gestione flessibile del personale e coprire vuoti temporanei senza dover assumere direttamente, mentre i lavoratori possono accedere a numerose opportunità lavorative e, in alcuni casi, ottenere anche un’assunzione diretta a tempo indeterminato.