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di Agnese Siliato

La Sicilia, 5 giugno 2026

Ad Augusta i detenuti diventano attori in un viaggio collettivo verso il riscatto e la dignità. Il teatro come strumento di crescita, inclusione e riscatto sociale. In scena ieri al teatro Antonio Maiorca della casa di reclusione di Augusta, la commedia “Non ti pago!” di Eduardo De Filippo, nell’ambito di un progetto educativo e culturale che ha coinvolto detenuti, studenti e attori. L’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione tra il carcere, diretto da Francesca Fioria, e l’istituto d’istruzione superiore “Arangio Ruiz”, guidato dalla dirigente scolastica Maria Concetta Castorina. La rappresentazione è stata dedicata all’ex direttore del penitenziario Antonio Gelardi, scomparso mercoledì che aveva avviato il progetto teatro in carcere.

Un percorso nato per promuovere occasioni di confronto e crescita attraverso il linguaggio universale dell’arte teatrale. Ieri a portare in scena uno dei capolavori del repertorio eduardiano sono stati otto detenuti del circuito di Alta Sicurezza. Per alcuni è stata la prima esperienza sul palcoscenico, per altri un ripago!” torno dopo precedenti attività laboratoriali. Al loro fianco, altri tre detenuti hanno contribuito alla realizzazione dello spettacolo occupandosi degli aspetti tecnici, dall’audio alla scenografia.

Attraverso il linguaggio universale dell’arte teatrale una significativa esperienza di incontro tra il mondo della scuola e quello della realtà penitenziaria. Ulteriore valore all’iniziativa ha dato la partecipazione, a titolo volontario, di quattro allievi attori dell’accademia dell’inda (Istituto nazionale del dramma antico): Andrea Catalano, Margherita De Doni, Angelica Rampin e Sarah Gisella Simeoni. La loro presenza ha rappresentato un importante contributo artistico a un progetto che punta a fare del teatro uno strumento di espressione, responsabilizzazione e dialogo. All’evento hanno assistito altri rappresentanti dell’inda, tra cui gli attori Graziano Piazza e Pasquale Di Filippo, che hanno voluto testimoniare vicinanza a un’iniziativa capace di coniugare arte e riabilitazione di persone che, pur avendo sbagliato nella vita, hanno voglia di rimettersi in gioco e dimostrare che la chiave per il loro futuro reinserimento nella vita c’è.

La regia dello spettacolo è stata curata alla professoressa Giusi Lisi, affiancata dai docenti Cettina Baffo, Marco Cannarella e Maria Daniela Lo Faro. Referente del progetto è l’educatrice Martina Cinque. Sul palcoscenico anche Francesco Cacciatore, studente maggiorenne del Ruiz, a testimonianza del forte valore educativo e inclusivo del progetto, che favorisce l’incontro tra realtà spesso percepite come distanti. La scelta di “Non ti non è stata casuale. La celebre commedia tra equivoci, ironia e riflessioni sul destino e sulla giustizia, offre infatti agli interpreti l’opportunità di confrontarsi con temi profondi e sempre attuali.

La quantità di accenti e dialetti diversi che si mescolano in questo spettacolo è stata evidenziata da Martina Cinque: “e mi piace pensare alla capacità di un palco, di questo palco - ha commentato l’educatrice - di mettere insieme persone che vengono da posti diversi, che hanno percorso strade diverse, vissuto storie diverse… e che per la prossima ora sono tutte, semplicemente, attori”. “Sottolineo l’importanza del teatro nelle attività trattamentali all’interno dei penitenziari - ha dichiarato Francesca Fioria - dove rappresenta non solo un momento ludico, ma anche un importante strumento di crescita personale. Per questo ringrazio la preziosa collaborazione offerta dagli attori dell’inda: è importante averli qui sia come attori sia come pubblico. Speriamo di proporre questa esperienza anche negli anni futuri”.