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di Francesco Nania

La Sicilia, 30 ottobre 2025

L’uomo, affetto da una rara patologia spinale, avrebbe bisogno di cure urgenti. Il garante dei diritti dei detenuti conferma le difficoltà: “È costretto a letto per gran parte della giornata”. Le condizioni di salute di un detenuto peggiorano e le richieste di sottoporlo a una visita specialistica finora non hanno dato alcun esito. La vicenda è stata sollevata dalla moglie di un siracusano, detenuto da circa sei mesi nella casa circondariale di Cavadonna. “L’ultima volta che mi sono recata al penitenziario per il colloquio - dice la donna - mio marito faticava anche a stare in piedi. Accusa una patologia rara, la siringomielia, una condizione neurologica caratterizzata dalla formazione di cisti piene di liquido nel midollo spinale. Una circostanza che gli causa dolori e altri sintomi come debolezza e rigidità dei muscoli”.

Qualche giorno fa, nel tentativo di spostarsi nella cella, è caduto provocandosi un trauma al capo per il quale è stato curato al pronto soccorso dell’Umberto Primo. “Non comprendo il motivo per il quale tutte le PEC inviate dal nostro legale non abbiano avuto alcun seguito - continua la donna - io vorrei che fosse sottoposto a una visita neurologica per trovare un rimedio a queste sue atroci sofferenze”. Sul caso è intervenuto il garante dei diritti dei detenuti che ha incontrato il detenuto. “Ho notato anch’io la presenza di ematomi lungo la schiena. La maggior parte della giornata è costretto a trascorrerla a letto. L’Asp gli ha prescritto una risonanza magnetica lombo-sacrale e una visita neurologica, che spero siano fatte al più presto perché il detenuto soffre e andrebbe forse operato”. Altri detenuti accusano patologie serie per le quali occorrerebbero interventi con una certa urgenza: “Due di loro - spiega Villari - rischiano di perdere le gambe se non si interviene celermente”.