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La Repubblica, 19 aprile 2023

Al centro dell’indagine il caso dell’americana Layla Shweikani sottoposta a violenze per estorcerle una confessione e poi condannata a morte nel 2016. L’Fbi sta lavorando a un’inchiesta che potrebbe tradursi in accuse di crimini di guerra per alcuni funzionari del governo siriano di Bashar al Assad ritenuti gli architetti del sistema di detenzione e torture nel paese, inclusa quelle inflitte all’americana Layla Shweikani nel 2016. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali le autorità federali hanno convocato un gran giurì che sta esaminando le prove e che dovrà decidere se, a suo avviso, il caso può procedere o meno.

Il quotidiano newyorchese racconta come a lungo le autorità americane siano state accusate di aver mostrato poca attenzione al caso di Shweikani, torturata in carcere e costretta a confessare crimini che non aveva commesso e poi condannata a morte. E invece “per cinque anni, il Dipartimento di Giustizia ha indagato silenziosamente sull’omicidio Shweikani, guidato dal procuratore degli Stati Uniti a Chicago”. “L’inchiesta, di cui non è stata data notizia in precedenza, mira a portare alla luce alti funzionari siriani considerati artefici chiave di uno spietato sistema di detenzione e tortura fiorito sotto il presidente Bashar al-Assad: Jamil Hassan, capo della direzione dell’intelligence dell’aeronautica quando la signora Shweikani scomparve, e Ali Mamlouk, allora capo del servizio di intelligence dell’Ufficio per la sicurezza nazionale siriano”. Si tratterebbe della prima volta in cui gli Stati Uniti accusano penalmente alti funzionari siriani.