di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 26 giugno 2025
Presentato in Campidoglio il rapporto Idos sui migranti a Roma e nel Lazio. Sono due i volti dell’immigrazione a Roma: da una parte la città continua a essere un territorio di passaggio, dall’altra è in continua crescita la presenza di stranieri che hanno consolidato la propria vita nella Capitale, aumentando una presenza stabile e ordinaria. È quanto riporta il ventesimo rapporto Idos sull’immigrazione a Roma e nel Lazio, presentato ieri in Campidoglio.
Nella città la presenza di persone straniere è più che raddoppiata negli ultimi 20 anni, passando dalle 180mila del 2001 alle 380mila del 2024, di 188 nazionalità diverse. In totale nella regione sono 643mila le persone straniere. Un sintomo della progressiva stabilizzazione che fotografa il rapporto, mentre il dato sulle acquisizioni di cittadinanza, scrive Idos, confermano che Roma rimane anche uno snodo di passaggio con flussi in continua evoluzione. Al 2021 il tasso di cittadinanze acquisite nella Capitale è di 18 nuovi italiani ogni 100 stranieri, un dato quasi dimezzato rispetto alla media italiana che è di 31 passaporti rilasciati ogni 100 stranieri. Anche le cittadinanze rilasciate nel 2023 nel Lazio, 14.450, hanno prodotto un’incidenza dimezzata rispetto al resto del territorio italiano: 22,6% in confronto al 41,1%.
A raccontare lo stato dell’immigrazione in Italia sono soprattutto i dati relativi al lavoro e all’accoglienza. Gli stranieri percepiscono un reddito medio che è praticamente la metà dei cittadini italiani, con una media di 14mila euro l’anno per persona. Ciò è dovuto soprattutto ai settori in cui sono impiegati: un terzo dei loro ha mansioni di cura della casa o della persona, menrte molti altri si trovano nell’edilizia o nella ristorazione. Settori mediamente più a basso reddito, cui non corrisponde un divario di qualificazione rispetto ai cittadini italiani. Oltre la metà degli stranieri presenti nel Lazio ha titoli di studio medio-alti, dal diploma in su, a fronte del 30% degli italiani. “L’acquisizione della cittadinanza sembra favorire l’emancipazione lavorativa - scrive Idos - eppure l’Italia continua a non aggiornare la legge sulla cittadinanza e, sul fronte degli ingressi per lavoro, a puntare sui decreti Flussi, la cui inefficacia a Roma tocca livelli estremamente critici”. Il tasso di successo della procedura a Roma è rimasto estremamente basso: delle domande presentate ne sono state esaminate un quinto, metà delle quali respinte.
Sul versante dell’accoglienza invece il rapporto evidenzia come la gestione sia rimasta per lo più di carattere emergenziale. A fine 2023 dei 12.231 migranti accolit, il 20% rientrava nel Sai (Sistema accoglienza e integrazione), a fronte dell’80% nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria). L’accoglienza è rimasta particolarmente critica per i minori non accompagnati: esiste solo un Cas per minori con 12 posti, e 80 di loro sono stati collocati in strutture per adulti. Di questi centri inoltre, sottolinea il rapporto, il 30% è gestito da privati for profit, con forme di “quasi monopolio” di alcuni enti: Medihospes gestisce un quarto dei posti nel Lazio e il 40% nella Città metropolitana di Roma, la Ospita srl il 65% dei posti nella prefettura di Viterbo.











