agensir.it, 3 ottobre 2026
La cerimonia conclusiva il 9 ottobre sull’Isola d’Elba. “Se io fossi un volontario in carcere: come potrei essere una delle chiavi che aprono al futuro di speranza per me e per le altre persone detenute?”. Il Premio Carlo Castelli lo ha chiesto ai detenuti. Hanno risposto in 67. Nei loro scritti ricorrono richieste concrete: essere ascoltati senza essere ridotti al reato commesso, mantenere i legami con le famiglie, acquisire competenze e trovare qualcuno che accompagni il ritorno fuori dalle mura. La XIX edizione del concorso letterario nazionale, promosso dalla Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv attraverso il Settore Carcere e Devianza, si concluderà venerdì 9 ottobre, alle ore 14, nella casa di reclusione “Pasquale De Santis”, a Forte San Giacomo 1, a Porto Azzurro, sull’Isola d’Elba. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha destinato all’iniziativa una propria Medaglia di rappresentanza. Analogo riconoscimento dalla Camera dei deputati. I nomi dei vincitori e i titoli delle opere premiate saranno annunciati durante la cerimonia.
Sono previsti tre premi da 1.000 euro ciascuno, due per gli elaborati degli istituti per adulti e uno per quelli degli istituti penali per minorenni. A ciascun premio si affianca una donazione di altri 1.000 euro: complessivamente 3.000 euro agli autori e 3.000 euro per progetti di reinserimento. Le tre donazioni sosterranno un’iniziativa in un istituto penitenziario per adulti, una presso un Ufficio di esecuzione penale esterna e una in un istituto minorile. Attraverso la propria opera, chi viene premiato contribuisce così a offrire un’opportunità anche ad altri.
Oggi, nella conferenza stampa di presentazione del Premio, Antonella Caldart, responsabile del Settore Carcere e Devianza della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli, ha richiamato la necessità di una giustizia “che non umilia, che non identifica la persona con il proprio reato”, capace di preparare un ritorno dignitoso nella società. Maria Cristina Failla, presidente della giuria del Premio Carlo Castelli e già presidente del Tribunale di Massa, ha sottolineato il valore dell’ascolto, richiamando le parole degli autori in concorso: un ascolto che aiuta a guardarsi dentro “senza pregiudizio, ma anche senza scuse” e sa “scorgere l’uomo dove la società vede solo il reato”. “Riportare il carcere al centro della società”: è questo l’impegno richiamato da Vincenzo Varagona, presidente nazionale dell’Ucsi e membro della giuria del Premio Carlo Castelli.









