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di Eleonora Martini

Il Manifesto, 17 giugno 2026

Inedita decisione del tribunale di Firenze che dispone il trasferimento di 250 detenuti. Su richiesta dei pm, la giudice ha ipotizzato reati contro le leggi sul lavoro. Un provvedimento senza precedenti nella storia recente d’Italia: la Gip di Firenze ha posto sotto sequestro più della metà delle sezioni del carcere di Sollicciano per le pessime “condizioni igienico sanitarie delle celle di detenzione e di alcuni spazi comuni”, ipotizzando violazioni delle norme sul lavoro e disponendo il trasferimento immediato dei quasi 250 detenuti che vivono in quelle condizioni disperate e che ora dovranno essere sparpagliati in fretta e furia in altri istituti. Non era mai accaduto prima, nel nostro Paese, e l’intervento apre la strada alla risoluzione giudiziaria dei problemi strutturali che affliggono tutto il sistema penitenziario italiano nell’inerzia del ministero di Giustizia.

Dopo i numerosi “ricorsi presentati ai magistrati di sorveglianza da vari detenuti” e in seguito alle “approfondite indagini” svolte dagli inquirenti, su richiesta della procuratrice capo di Firenze Rosa Volpe, la gip Agnese Di Girolamo ha emesso ieri un decreto di sequestro preventivo delle sezioni 1, 2 e 7 del reparto giudiziario maschile e delle sezioni 9, 10 e 12 del reparto penale maschile nonché della sezione “Accoglienza”. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria non ha agito per tempo, limitandosi ad effettuare “ristrutturazioni di singoli reparti detentivi”, come ha spiegato in una nota, e ieri, preso alla sprovvista, ha tentato una giustificazione annunciando di aver proceduto il 15 maggio scorso ad aggiudicare la “progettazione dei lavori per la completa riqualificazione dell’istituto”, già finanziata con “la somma di 9 milioni di euro, a valere sul fondo previsto dalla legge di bilancio 2025”. “Lavori programmati”, ha precisato il Dap, in virtù dei quali “si è previsto un trasferimento di detenuti” in altri Istituti penitenziari “dove sono presenti sezioni o reparti di recente ristrutturazione, che consentono, ad oggi, di ospitare nuovi ingressi”. E non sarà facile trovarli.

La Casa Circondariale di Sollicciano, la cui pianta potrebbe ricordare il giglio di Firenze, è storicamente suddivisa in 13 sezioni principali, distribuite tra il reparto giudiziario maschile (8 sezioni), il reparto penale e la sezione femminile. Vi sono rinchiuse attualmente quasi 600 persone in tutto (comprese le 75 donne), a fronte di 361 posti disponibili. Il degrado della struttura era talmente nota da tempo - e denunciata da più parti, compresi i sindacati di polizia penitenziaria - che nel marzo scorso l’allora presidente del Tribunale di sorveglianza di Firenze, Marcello Bortolato, aveva rinviato alla Consulta la questione di legittimità costituzionale degli articoli 147 c.p. (differimento facoltativo dell’esecuzione penale) e 47-ter o.p. (sulla detenzione domiciliare) sollevata nel febbraio 2024 dagli avvocati Michele Passione e Nicola Muncibì sul caso di un detenuto costretto a vivere dal 2023 in “locali di pernottamento afflitti da copiose e frequenti infiltrazioni di acqua ed infestate da insetti e, in alcuni casi, da roditori e, per lo più, in condizioni igieniche gravemente compromettenti, oltre alla ristrettezza dello spazio in una camera detentiva di soli 9 metri quadri”. La decisione della Corte costituzionale è attesa per settembre.

Malgrado ciò, i sopralluoghi e gli accertamenti effettuati dalla squadra mobile, dalla Guardia di finanza e dalla Asl, i racconti dei “numerosi testimoni” e la “documentazione anche fotografica” raccolta, hanno convinto la Gip ad emanare il provvedimento, ipotizzando “reati contravvenzionali” per la violazione della legge a “Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” (D.Lgs. 81/2008), in particolare le norme “in materia di pulizia dei locali di lavoro, abitabilità dei dormitori e di impiantistica elettrica”.

Un provvedimento che per una volta mette d’accordo le associazioni che lavorano a difesa dei diritti dei detenuti e i sindacati di polizia penitenziaria. Parla di “svolta storica nella gestione delle carceri italiane” il segretario della federazione sindacale Fsa-Cnpp-Spp, Aldo Di Giacomo, che prevede come conseguenza del trasferimento dei detenuti “un effetto domino che porta al completo dissolvimento del sistema penitenziario”. “In tanti anni non avevo mai visto una cosa simile”, commenta a sua volta il Garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, che rende merito ai magistrati per aver “messo il dito in una piaga a tutti evidente”. La Cgil di Firenze plaude la “decisione coraggiosa” della Gip ma chiede anche “la massima tutela per tutto il personale coinvolto”.

Sia sul piano dell’organizzazione del lavoro sia su quello della gestione dei detenuti”, secondo la Cgil tutti devono partecipare “ai tavoli che verranno aperti per affrontare questa crisi”. Drastica, infine, la posizione della sindaca di Firenze, Sara Funaro, secondo la quale il sequestro dimostra che “la situazione è arrivata oltre il limite” e che “il carcere di Sollicciano andrebbe chiuso, abbattuto e ricostruito”. “Cosa farà adesso in primo luogo il ministro Nordio e il governo che sinora hanno sempre negato l’evidenza dei fatti e che adesso sono chiamati dai magistrati a rispondere dei reati addebitati”, è la domanda articolata dal sindacato Spp ma che di fatto si pongono tutti.