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agenzianova.com, 21 agosto 2020


Almeno 27 persone, tra cui 12 guardie carcerarie, sono state arrestate in Somalia con l'accusa di contrabbando di armi in un carcere della capitale Mogadiscio. Lo ha annunciato in conferenza stampa il ministro della Giustizia somalo, Hassan Hussein, dopo che una squadra investigativa speciale ha terminato un'indagine sulla sommossa avvenuta la scorsa settimana nel carcere centrale di Mogadiscio, in cui sono morte almeno 15 persone.

Le armi sequestrate, ha confermato il ministro, sono state utilizzate nella sparatoria dopo essere sono state introdotte di nascosto nella prigione. Il primo ministro ad interim della Somalia, Mahdi Mohamed Guled, ha istituito una task force di cinque persone per indagare sulla rivolta di un gruppo di detenuti, ritenuti affiliati ad al Shabaab. Secondo le prime ricostruzioni, le violenze sono scoppiate dopo che uno dei prigionieri ha sfilato una pistola ad un guardiano del carcere e che un gruppo di detenuti ha fatto irruzione nell'armeria.

Le vittime sono morte in seguito ad un violento scontro a fuoco scoppiato tra gli agenti della sicurezza ed i detenuti del carcere di massima sicurezza, che ospita alcuni leader riconosciuti del gruppo jihadista al Shabaab. Per sedare la rivolta, le autorità hanno dispiegato un'unità speciale di polizia. Il direttore della prigione, il colonnello Adan Hussein Kulmiye, e il suo vice sono stati licenziati e in seguito arrestati. Nelle ultime settimane molti detenuti di al-Shabaab sono stati arrestati e rinchiusi nella struttura con processi svolti in tribunali militari in procedura accelerata.