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di Patrizio Gonnella*

antigone.it, 9 ottobre 2026

Lo scorso 22 settembre eravamo in Corte Costituzionale dove si è discussa la questione di costituzionalità sollevata dal Tribunale di Sorveglianza di Firenze che, a partire dalle condizioni degradate e degradanti del carcere di Sollicciano, si è rivolto ai giudici della Consulta per verificare se sia o meno ammissibile l’esecuzione della pena carceraria quando le condizioni di vita detentive risultino particolarmente umilianti e indegne o, invece, se non sia necessaria un’apposita previsione di differimento della pena.

Come Antigone siamo intervenuti con un nostro amicus curiae, presentando una memoria molto articolata e ribadendo che di fronte alla dignità della persona, anche il potere di punire deve fermarsi.  La decisione della Corte, attesa nei prossimi giorni, potrebbe costringere il governo ad intervenire in maniera ampia sul sistema penitenziario, aprendo a quelle riforme che da tempo chiediamo e che ogni giorno che passa sono sempre più necessarie. A fine settembre, infatti, le persone detenute nelle carceri italiane hanno superato le 66.000 unità (con un incremento di oltre 1.200 persone da fine luglio). A fronte di poco più di 46.000 posti disponibili, ad oggi abbiamo quasi 20.000 persone che non hanno un posto letto regolamentare.

Il tasso di affollamento ha superato il 142%. Siamo nel pieno delle condizioni che, nel 2013, costarono all’Italia la condanna da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per trattamenti inumani o degradanti generalizzati. Speriamo nei prossimi giorni di aggiornarvi rispetto all’esito del caso pendente dinanzi alla Corte costituzionale, augurandoci che sia una pronuncia di accoglimento del quesito posto.

*Presidente dell’Associazione Antigone