di Eleonora Martini
Il Manifesto, 4 aprile 2026
Il Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Antonio Sangermano, ha incontrato ieri presso l’Ipm di Palermo i rappresentanti sindacali di quasi tutte le sigle della polizia penitenziaria. Il Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Antonio Sangermano, ha incontrato ieri presso l’Ipm di Palermo i rappresentanti sindacali di quasi tutte le sigle della polizia penitenziaria - Sappe, UilPa, PolPen, Con.Si.Pe., Uspp, Fns Cisl - in agitazione da giorni per le “pesanti criticità che gravano sugli istituti minorili siciliani e sui Nuclei di Polizia Penitenziaria dell’esecuzione penale esterna”.
La mobilitazione è stata sospesa in attesa del confronto durante il quale, riferiscono i sindacati, “è emersa con forza la necessità di una nuova programmazione strutturale, accompagnata dallo stanziamento di fondi straordinari per la messa in sicurezza degli Ipm di Palermo, Catania, Acireale e Caltanissetta. Per fronteggiare un sovrappopolamento che ha ormai raggiunto la soglia critica del 135% e turni di servizio estenuanti per il personale, il sindacato ha proposto un potenziamento delle aree trattamentali, con la presenza di educatori fino alle 20:30, l’attivazione di presidi neuropsichiatrici e il rinnovo tecnologico dei sistemi di difesa perimetrale e delle sale regia”.
Problematiche simili sono all’origine anche dello stato di agitazione degli agenti penitenziari di stanza all’Ipm di Bologna, dove si attende un analogo incontro con Sangermano previsto per il 7 aprile. Ma in generale tutti gli Ipm italiani - dove sembra ormai perso ogni obiettivo costituzionale della pena - versano in condizioni critiche.











