di Giansandro Merli
Il Manifesto, 23 maggio 2025
Disobbedienza contro il dl sicurezza. La norma equipara la cannabis light a quella con Thc. Blengino vuole farla arrivare davanti alla Consulta. Dopo aver insistito per tre giorni Filippo Blengino, membro del comitato nazionale dei Radicali italiani, è riuscito a farsi arrestare. Alle 15 di ieri pomeriggio davanti alla sede romana del partito sono arrivate tre volanti dei carabinieri. All’interno gli agenti hanno trovato Blengino dietro un tavolo pieno di bustine di cannabis light. All’esterno due manifesti con il faccione fumante di Marco Pannella, leader radicale scomparso nel 2016, e la scritta: “Cbd shop. Ti vendo il mio arresto”. Il manifesto ha assistito a tutta la scena, che si è svolta accanto alla redazione.
Il “negozio” era stato aperto martedì per sfidare, in un gesto pannelliano, il decreto sicurezza che equipara la cannabis light, senza effetti psicotropi, a quella con principio attivo. Dopo le prime chiamate di autodenucia al 112, però, non era successo niente. Così mercoledì Blengino è andato a palazzo Chigi, ha steso un lenzuolo e lo ha riempito di bustine piene di infiorescenze. “Vendere una sostanza che non ha nessun effetto sulle persone significa spaccio. Questa è l’assurdità del governo Meloni”, ha gridato fino al fermo di polizia. Questa gli ha sequestrato i fiorellini, ma non lo ha denunciato. Pare non tutti conoscessero la nuova legge.
Ieri, infine, l’esponente politico ha nuovamente chiamato i carabinieri, ma stavolta senza qualificarsi e rivolgendosi al commissariato di zona. “All’inizio gli agenti sono andati in tilt, non capivano che fare. L’atteggiamento è stato un po’ aggressivo finché si sono resi conto che si trattava di un gesto politico - afferma Blengino - Anche stavolta ho dovuto spiegare come si applica una norma che evidentemente è ancora sconosciuta per molti. Nonostante dei negozi siano già stati chiusi e alcuni rivenditori di Cbd accusati di spaccio”.
Secondo i dati dei Radicali i posti di lavoro che rischiano di andare in fumo sono 22mila. Per un fatturato di milioni di euro. “A un certo punto mi hanno comunicato che ero in arresto - continua Blengino - In caserma hanno pesato la sostanza: 80 grammi. Sono stato denunciato per spaccio e rischio fino a 20 anni. Ma il pm di turno non ha convalidato l’arresto e dopo tre ore sono stato liberato”. Nel frattempo era passato a trovarlo il deputato di +Europa Riccardo Magi.
I Radicali spiegano che “l’obiettivo della disobbedienza è smantellare una norma liberticida davanti alla Corte costituzionale”. Per Blengino non è la prima protesta di questo tipo. A dicembre scorso ha fumato dell’erba, due giorni dopo si è messo alla guida e ha chiamato i vigili chiedendo il test. Risultato positivo si è vista togliere la patente. Mercoledì ha ricevuto l’avviso di chiusura indagini.
In quel caso la disobbedienza serviva a contestare la norma introdotta dal nuovo codice della strada che punisce chi guida dopo aver assunto sostanze psicotrope, a prescindere dall’effettivo stato di alterazione. La questione di legittimità costituzionale sul tema è poi stata sollevata davanti alla Consulta dal gip di Pordenone, ma in un altro procedimento. Il giudice chiede alla Corte di valutare se la rimozione delle parole “in stato di alterazione psicofisica” violi i principi costituzionali di ragionevolezza, proporzionalità e uguaglianza.
L’11 aprile, invece, il ministero Infrastrutture e trasporti ha diramato una circolare affinché le condizioni di guida siano verificate attraverso analisi tossicologiche “capaci di circoscrivere l’assunzione in un periodo temporale definito”. Una prima marcia indietro del governo, nonostante dal ministero di Salvini sostengano che l’atto è “pienamente coerente” con la legge.











