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di Donatella Miliani

La Nazione, 18 ottobre 2022

Su 75 detenuti, 60 sono impegnati tra officine, sartoria e falegnameria della struttura penitenziaria. Un carcere all’avanguardia nei progetti finalizzati al reinserimento nel mondo del lavoro dei detenuti nonostante alcuni problemi di ordine pubblico che si sono registrati più volte nei mesi scorsi.

Il sindaco Roberta Tardani, insieme all’assessore alle politiche sociali Alda Coppola e all’assessore alla sicurezza Gianluca Luciani, ha incontrato la direttrice della casa di reclusione Anna Angeletti, per fare il punto sul progetto e sui risultati ottenuti. Accompagnata dal comandante del reparto di polizia penitenziaria, Enrico Gregori, e dal segretario regionale del Sappe, Fabrizio Bonino, la delegazione ha effettuato una visita all’interno della struttura di via Roma soffermandosi in particolare sulle officine per il lavoro del ferro, del legno e dei tessuti dove vengono impiegati i detenuti.

Si tratta del progetto “Lavoro quindi produco” avviato negli anni scorsi dalla Casa di reclusione per promuovere e potenziare il lavoro intramurale e favorire il recupero sociale e il reinserimento lavorativo dei detenuti stessi. Nell’Istituto orvietano si trovano una falegnameria e un’officina per la produzione di armadi, letti in ferro e scaffalature metalliche, una sartoria e una tessitoria per la produzione di lenzuola. Il materiale realizzato è commissionato dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e destinato a coprire il fabbisogno di tutti gli Istituti penitenziari italiani. Nelle officine vengono attualmente impiegate 43 unità alle quali se ne aggiungono 17 che si occupano dei cosiddetti lavori domestici per un totale di 60 detenuti lavoranti sui 75 ospitati dalla struttura.

“L’iniziativa che porta avanti la direzione della casa di reclusione - commenta Tardani - rappresenta un unicum a livello nazionale. Non esistono infatti in Italia altri Istituti che garantiscono questa attività a livelli paragonabili a quelli industriali. Si parla molto della necessità di percorsi efficaci di recupero e reinserimento, ovvero l’obiettivo della pena, ma qui a Orvieto si ha la testimonianza concreta e quotidiana di quello che è possibile fare per recuperare le professionalità delle persone detenute o trasmetterne delle nuove necessarie a garantire loro una continuità lavorativa nel momento del ritorno alla libertà”. L’assessore Luciani spiega che “con questo progetto sarà attivato nei prossimi giorni un percorso lavorativo per un detenuto che per tre mesi sarà destinato al Centro servizi manutentivi in attività di cura del verde, pulizia e restauro del decoro urbano nei parchi e nei giardini pubblici del nostro comune”.