di Massimo Solani
rainews.it, 27 novembre 2025
Verrà discusso questa mattina al Tribunale di Sorveglianza di Perugia il ricorso del ministero della Giustizia, il primo depositato in Italia, contro l’ordinanza con la quale il magistrato di sorveglianza di Spoleto aveva dato il via libera alle richieste di due detenuti del carcere di Sabbione di poter accedere ai colloqui intimi con il proprio partner all’interno della struttura carceraria. L’appuntamento, fissato dal presidente del tribunale di sorveglianza Antonio Minchella, è per le 9 e in quella sede verrà discusso il ricorso presentato dalla direzione generale dei detenuti e del trattamento del Ministero della Giustizia secondo il quale con l’ordinanza dello scorso gennaio il magistrato di sorveglianza Fabio Gianfilippi avrebbe applicato e interpretato in maniera non corretta la sentenza con cui la Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittime le norme sull’ordinamento penitenziario che vietano colloqui privati fra il detenuto e il partner da svolgersi in strutture adatte e senza il controllo della polizia penitenziaria.
Ad opporsi al reclamo del ministero della Giustizia l’avvocato Paolo Canevelli di Roma, in rappresentanza di uno dei due detenuti del carcere di Sabbione a cui il magistrato di sorveglianza, per la prima volta in Italia, aveva riconosciuto il diritto ad effettuare colloqui intimi. L’uomo, un sessantenne di origini napoletane detenuto in alta sicurezza con fine pena fissato al 2034 per reati di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, ha iniziato ad avere colloqui intimi con la compagna dall’aprile scorso e sulla scorta del suo ricorso una ventina di altri detenuti hanno potuto usufruire degli spazi appositi che sono stati ricavati all’interno della struttura di sabbione. Unica in regione, al momento, a permettere ai detenuti di poter incontrare i partner senza controllo di vigilanza.










