Corriere dell’Umbria, 4 giugno 2026
Il progetto si chiama Liberi Dentro ed è rivolto ai reclusi di media sicurezza. I cani come facilitatori in grado di far emergere la componente emotiva dei detenuti. È questo il progetto che coinvolgerà i detenuti della casa di reclusione di Spoleto. Una iniziativa promossa dall’associazione Una zampa per Birillo e dal Centro studi umanistici per l’Umbria e al quale il Comune ha concesso il proprio patrocinio. Il progetto, in questione si chiama Liberi Dentro e ha l’obiettivo di promuovere le capacità di mentalizzazione e regolazione emotiva dei comportamenti disfunzionali attraverso l’incremento delle competenze socio-relazionali della popolazione carceraria detenuta presso la casa di reclusione di Spoleto. In particolare la categoria dei detenuti di media sicurezza.
L’iniziativa prevede lo svolgimento di laboratori a cadenza bisettimanale, con momenti di monitoraggio nel periodo che va da settembre 2026 a giugno 2027, con la presenza dei cani che fungeranno da facilitatori in grado di far emergere la componente emotiva del detenuto. A questa attività saranno poi affiancati dei laboratori per il supporto psicologico ed artistici dedicati alle emozioni. Alcuni incontri possono prevedere anche la presenza degli animali del canile comunale già interessato dalla convenzione con la struttura di detenzione. Il legame tra la casa di reclusione e il canile comunale è infatti al centro di progetti di rieducazione e reinserimento di grande successo. Tramite iniziative mirate, gli stessi detenuti hanno l’opportunità di formarsi, lavorare e prendersi cura degli animali più fragili.
Tra i progetti principali in cui sono coinvolti i detenuti e che vedono come principali protagonisti i cani, c’è Fuori dalle Gabbie, un’iniziativa promossa dalla Fondazione Cave Canem che ha trasformato molti detenuti in educatori cinofili. I partecipanti, infatti, si occupano di socializzare i cani del canile e, in alcuni casi, hanno trovato un’occupazione formale nel rifugio. E poi c’è quello che si svolge direttamente nella falegnameria del carcere di Maiano, dove i reclusi hanno costruito cucce ecologiche e rifugi in legno con materiale di recupero per gli ospiti a quattro zampe del canile. Rapporto tra detenuti e cani che, dunque, con il progetto Liberi Dentro, si rafforzerà ancora di più. Così da garantire un miglioramento delle condizioni dei cani ospiti del canile comunale di Spoleto ma anche supportare il percorso rieducativo e di reinserimento sociale delle persone detenute.










