Ristretti Orizzonti, 5 novembre 2025
Il Movimento No Prison organizza, presso la Cittadella di Assisi (Pg), la convention “L’ipocrisia del carcere” che si terrà giovedì 13 novembre dalle 15,00 alle 19,00 e l’assemblea degli aderenti venerdì 14 novembre dalle 10,00 alle 13,00. “L’ipocrisia del carcere” sarà il tema della lectio magistralis che terrà Luciano Eusebi, ordinario di Diritto Penale all’Università Cattolica di Milano, preceduta dai saluti di don Tonio Dell’Olio, presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi, il tutto coordinato da Livio Ferrari, giornalista, scrittore, cantautore e portavoce del Movimento No Prison. “In queste ultime settimane - afferma il portavoce Livio Ferrari - sono state prodotte delle circolari che rendono ancora di più le carceri dei luoghi isolati e violenti, attraverso poi dei dispositivi che violano sistematicamente quanto disposto dall’art. 17 della legge n. 354/1975, dando poteri smisurati ai direttori. La prima centralizza e mette i bastoni tra le ruote a chiunque intenda organizzare negli istituti delle iniziative di carattere culturale, educativo, ricreativo e sportivo. La seconda calpesta il diritto alla salute delle persone ristrette prendendo a pretesto i “pendolarismi ospedalieri”.
“Il controllo sociale in fondo non si è mai liberato della necessità di punire mentre, per decongestionare l’universo carcerario, serve introdurre un concetto essenziale: nessuno deve essere carcerato e perdere la libertà, salvo casi di particolare pericolosità e urgenza”.
“Con la perdita della libertà si determinano una serie di effetti negativi: stigmatizzazione, vittimismo, depressione, aggressività, senso di fallimento, perdita di fiducia in se stessi, e di responsabilità, alterazione delle relazioni sociali, assuefazione alla cultura del carcere, ulteriore emarginazione; insomma il contrario della idealizzata rieducazione. Questo, insieme all’evidente fallimento delle altre funzioni del carcere (proporzionalità della retribuzione penale, efficacia della deterrenza), rende evidente la negatività dello stesso come soluzione dei reati e della devianza. Invece il carcere continua ad essere celebrato e incrementato come la soluzione migliore nell’interesse della sicurezza e della civile convivenza. Questa ipocrisia nasconde ben altre funzioni: controllo della marginalità, copertura dei reali problemi sociali irrisolti e della criminalità dei potenti, consolidamento del consenso elettorale, e molto altro Non è certo una scoperta recente”. “Le patrie galere sono ritornate indietro, a prima della riforma del 1975 di cui proprio quest’anno ricorre il cinquantennale, questo rende sempre più evidente che la strada per la residualità di questi luoghi è sempre più impervia”.











