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Corriere della Sera, 2 aprile 2022

Il Paese sta affrontando una grave carenza di beni essenziali, forti aumenti dei prezzi e frequenti tagli di corrente in quella che è considerata ormai la più profonda recessione dopo l’indipendenza del Paese dalla Gran Bretagna nel 1948.

Il presidente dello Sri Lanka Gotabaya Rajapaksa ha dichiarato lo stato di emergenza conferendo alle forze di sicurezza ampi poteri dopo che giovedì 31 marzo centinaia di persone hanno tentato di assaltare la sua residenza. La decisione arriva in un momento in cui il Paese sta affrontando una crisi economica senza precedenti, con i manifestanti che incolpano la “cattiva gestione” del governo. Rajapaksa ha affermato di ritenere che ci sia una “emergenza pubblica in Sri Lanka”, che rende necessaria la decisione di applicare leggi dure.

I manifestanti venerdì 1° aprile hanno bloccato le principali strade del Paese. La nazione dell’Asia meridionale sta affrontando una grave carenza di beni essenziali, forti aumenti dei prezzi e frequenti tagli di corrente in quella che è considerata ormai la più profonda recessione dopo l’indipendenza del Paese dalla Gran Bretagna nel 1948. Tutte le città hanno affrontato una nuova ondata di proteste, secondo quanto hanno riferito la polizia e i funzionari locali. Nella capitale Colombo, decine di attivisti per i diritti umani hanno esposto cartelli scritti a mano mentre manifestavano a un incrocio trafficato: “È ora di lasciare, Rajapaksa”, “Basta con la corruzione, vai a casa Gota”.

Nella città dell’altopiano di Nuwara Eliya, gli attivisti hanno bloccato l’apertura di una mostra di fiori della moglie del premier Mahinda Rajapaksa (fratello del presidente, ndr), ha detto la polizia. Anche nelle città meridionali di Galle, Matara e Moratuwa si sono svolte proteste antigovernative e manifestazioni simili sono state segnalate nelle regioni settentrionali e centrali.