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di Giulia D’Aleo

La Repubblica, 24 febbraio 2024

Polemica dal ministero alla Giustizia: “Le carceri hanno bisogno di serietà, non di propaganda”. L’associazione Ristretti Orizzonti: “La pronuncia della Consulta è tassativa e urgente”. Una stanza per scambiarsi affetto liberamente, senza controlli, riscoprendo un’intimità normalmente negata. La Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova potrebbe essere pioniera delle “stanze dell’amore” per i detenuti e le loro famiglie, adempiendo alla sentenza della Corte Costituzionale che a gennaio aveva dichiarato illegittimo il divieto assoluto all’affettività in carcere. Ma il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, frena gli entusiasmi: “Non esiste alcuna autorizzazione”.

La proposta delle stanze per l’intimità - Una dichiarazione che lascia sorprese le associazioni che lavorano in carcere. “Non credo che la politica abbia più margine per esprimersi sulla questione ormai: è dal 2012 che viene sollecitata una legge, adesso la pronuncia della Consulta è tassativa e urgente” denuncia Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti, storica rivista del carcere di Padova. “Nel 1998 il numero zero lo dedicammo proprio all’affettività negata dietro le sbarre e oggi siamo ancora allo stesso punto” commenta con amarezza.

Nei giorni scorsi l’associazione aveva incontrato il direttore del carcere, Claudio Mazzeo, che si era detto favorevole alla realizzazione di una serie di stanze prefabbricate per concedere momenti di privacy ai detenuti che ne avessero fatto richiesta, consentendo loro di rafforzare i legami affettivi e sessuali con le persone care. “Ha detto di avere già in mente il luogo ideale per costruirle e di aver previsto un sopralluogo nei prossimi giorni” riferisce Favero. L’idea è quella di attuare prima un’indagine per capire quante persone potrebbero usufruirne: “Bisognerebbe verificare chi ha un rapporto stabile con il partner, non solo di matrimonio ma anche di convivenza - riflette la direttrice della rivista -. E poi escludere chi può già beneficiare dei permessi all’esterno”. Le tempistiche potrebbero anche essere rapidissime, basta attendere i finanziamenti dalla Cassa delle ammende. “Di solito le concede molto in fretta. Quindi tra un paio di mesi potrebbero già essere concessi i primi incontri. I prefabbricati non richiedono molto lavoro, basta che siano luoghi piacevoli. Ma l’importante, intanto, è iniziare” ribadisce Favero.

Il freno di Ostellari e i dubbi sulle stanze - Il progetto delle stanze dell’amore a Padova incontra già, però, le prime rimostranze. “Non esiste alcuna autorizzazione specifica riguardante le cosiddette stanze dell’amore” ha fatto sapere il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari. “A seguito della pronuncia in merito della Consulta - precisa - sarà costituito un tavolo di lavoro per approfondire la questione. Ogni eventuale iniziativa verrà intrapresa dal Dipartimento per l’Amministrazione penitenziaria, che coordinerà, dopo una ricognizione delle strutture, tutti i provveditorati e, a caduta, i singoli penitenziari. Le carceri hanno bisogno di serietà, non di propaganda”.

Ma Ristretti Orizzonti non intende fare marcia indietro e ribadisce che “se il direttore del carcere è concorde e la Corte ha deciso che esiste una violazione forte di un diritto, non sta alla politica dire di no”. Anche perché sul tema si sarebbe dimostrato favorevole anche il capo del Dap. “Abbiamo fatto presente l’urgenza e la necessità di un coinvolgimento del volontariato anche nella fase decisionale - racconta Favero. - L’ho visto molto aperto, anche sull’ampliamento delle telefonate che è uno degli altri temi per cui ci battiamo”. Il timore che proprio il direttore possa decidere di ripensarci, però, esiste. “Ma speriamo sia lungimirante e risponda a Ostellari che non sta facendo altro che adempiere a un suo dovere” conclude Favero.