di Alice D’Este
Corriere del Veneto, 24 febbraio 2024
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale è stata annunciata la sperimentazione dei “colloqui intimi” nel carcere di Padova, il sottosegretario Ostellari: “Un tavolo di lavoro darà indicazioni alle strutture”. Una corsa in avanti troppo veloce. Che precorre i temi della Giustizia che, pure, si sta muovendo nella stessa direzione. A seguito della sentenza della Corte costituzionale (la 10 del 2024) che ha dichiarato illegittimo il divieto assoluto all’affettività in carcere, sono iniziate le riflessioni anche nel Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Proprio il 22 febbraio è stato sentito in Commissione giustizia alla Camera sull’emergenza carceri il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Giovanni Russo.
Sperimentazione lanciata dal carcere di Padova - L’apertura della discussione sul tema c’è. Come è inevitabile che sia a seguito della sentenza. Tant’è che è stata avviata una ricognizione degli spazi esistenti nelle carceri per capire dove e come iniziative di questo tipo possano essere realizzate. I passaggi per realizzarle naturalmente saranno più d’uno. Al termine della ricognizione degli spazi fisici si passerà per il tavolo di lavoro che coinvolgerà i tecnici e infine per quello che coinvolgerà i provveditori regionali. Prima di arrivare alla realizzazione delle scelte dei singoli direttori, insomma, ci vorrà tempo.
La ricognizione nelle strutture - Intanto, però, ogni carcere sta affrontando la tematica. E c’è chi nel farlo è stato più celere. In particolare a raccontare un’attenzione e un avvio della discussione su questo con possibili progetti già immaginati (l’utilizzo di container negli spazi aperti del giardino) è stato il carcere Due Palazzi di Padova.
Il sottosegretario Ostellari: “Tavolo di lavoro” - “Non esiste alcuna autorizzazione specifica riguardante la Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova o altro istituto in Italia a proposito delle cosiddette stanze dell’amore - afferma il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari - a seguito della pronuncia in merito della Consulta - precisa - sarà costituito un tavolo di lavoro per approfondire la questione. Ogni eventuale iniziativa verrà intrapresa dal Dipartimento per l’Amministrazione penitenziaria, che coordinerà, dopo una ricognizione delle strutture, tutti i provveditorati e, a caduta, i singoli penitenziari”.
Si potranno fare più telefonate - Il via libera fin da subito intanto è stato confermato per le telefonate. Ad oggi è stato data dal Dap un’autorizzazione alla liberalizzazione delle telefonate per tutte le persone detenute (che passeranno da 4 al mese a 6 di default) ad esclusione solo di chi è sottoposto al regime del 41-bis.









