di Carmelo Musumeci
Ristretti Orizzonti, 11 febbraio 2015
"Oggi, durante il progetto Scuola-Carcere, ad una domanda di una studentessa ho risposto che in carcere è difficile crescere e migliorare da soli, è più facile quando si comunica e ci si confronta". (Diario di un ergastolano www.carmelomusumeci.com).
Il Ministro della Giustizia Orlando tempo fa, forse condizionato dalle numerose condanne della Corte europea dei diritti dell'uomo inflitte al nostro Bel Paese sulle condizioni disumane e degradanti delle nostre patrie galere, aveva dichiarato che avrebbe convocato gli Stati Generali sul carcere e sulla pena. La redazione di "Ristretti Orizzonti" del carcere di Padova s'era resa subito disponibile per dare una mano per ospitare l'importante evento.
Nel frattempo per merito di qualche provvedimento legislativo le carceri si sono un po' svuotate di qualche migliaio di detenuti e da qualche mese, a parte noi di Ristretti Orizzonti, Rita Bernardini dei radicali e Desi Bruno in rappresentanza dei garanti dei diritti dei detenuti, nessuno aveva più parlato degli Stati Generali.
Fin quando, nello scorso fine settimana, il ministro Orlando durante il maxi convegno organizzato dalle Camere penali a Palermo c'è ritornato sopra dichiarando: "Nel mese di aprile faremo una riflessione complessiva, a cui abbiamo dato il nome di Stati generali della pena, non solo con gli addetti ai lavori, ma anche con chi c'è dentro le carceri". (Fonte: Il Garantista, 10 febbraio 2015).
Questo annuncio è d'importanza epocale e rivoluzionaria perché per la prima volta i prigionieri, molti di noi senza diritti civili e politici, avranno parte attiva in un dibattito istituzionale che li riguarda. Per non arrivare all'importante evento impreparati ho preso subito carta e penna ed ho iniziato a scrivere al alcuni detenuti in tante carceri d'Italia per comunicare la notizia.
Cari compagni, abbiamo l'occasione di uscire dalla penombra carceraria. E tentare di convincere i nostri governanti e l'opinione pubblica che il carcere così com'è non funziona, perché la sola disperazione e la sofferenza non possono migliorare nessuno. Potremmo spiegare che il carcere in Italia come è oggi contrasta con i fini della pena, scritti in Costituzione, di riabilitazione e reinserimento sociale del condannato. E che le legittime ragioni delle vittime non possono trasformare il diritto penale in vendetta sociale aggiungendo male ad altro male, perché la pena dovrebbe soprattutto servire ad aprire un dialogo con la società. Cari compagni, io credo che per migliorare il carcere bisogna iniziare anche da noi. E bisogna farlo con cuore, forza ed intelligenza a partire da questa occasione degli Stati generali.
Prendiamo coscienza, rompiamo le nostre catene mentali e aiutiamo tutti gli addetti ai lavori penitenziari a portare la democrazia e la legalità nelle nostre gabbie. Questa importante iniziativa istituzionale ci può essere utile per uscire dall'apatia e disperazione di cui da tempo siamo prigionieri e stimolare un dialogo con l'opinione pubblica. La redazione di Ristretti Orizzonti è disponibile a fare da "segreteria" a tutti i detenuti, quindi proponeteci iniziative, idee, critiche, consigli perché se i lavori degli Stati Generali si svolgeranno qui a Padova, cercheremo di essere la voce di tutti i detenuti. Siamo anche disponibili ad ospitare i vostri scritti in un'apposita sezione del sito www.ristretti.org. Cari compagni prendete carta e penna e scrivete, ci penserà "Ristretti Orizzonti" a far leggere i vostri testi. Un sorriso fra le sbarre.











