Ristretti Orizzonti, 5 febbraio 2015
All'attenzione delle persone detenute, dei volontari e degli operatori che hanno sostenuto la nostra battaglia "Per qualche metro e un po' di amore in più".
Il 28 gennaio la Commissione Giustizia della Camera ha iniziato l'esame di due proposte di legge in materia di relazioni famigliari e affettive delle persone detenute. È un piccolo passo importante di cui possiamo tranquillamente prenderci il merito: perché è stata la campagna di informazione promossa da Ristretti Orizzonti, in collaborazione con la Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, sono state le vostre firme di sostegno a sollecitare la politica a occuparsi degli affetti delle persone detenute, delle loro famiglie, delle sofferenze a cui sono condannate se non vogliono abbandonare i loro cari.
Questo primo risultato ci spinge ad andare avanti con più forza sulla strada della umanizzazione delle carceri, che è per noi prima di tutto la strada dell'esercizio dei diritti, di cui non deve essere privato chi ha commesso un reato e sconta una pena. Ecco perché vi chiediamo di sostenere la "candidatura" di Ristretti Orizzonti a organizzare nella Casa di reclusione di Padova gli Stati Generali sulle pene e sul carcere: perché gli Stati Generali possono essere una occasione unica per una riflessione culturale profonda sul senso della pena, e noi vogliamo che in quell'occasione si parli davvero dei diritti delle persone detenute, e siano loro stesse ad assumersi la responsabilità di riprendersi in mano la loro vita.
Ma gli Stati Generali devono essere anche una "scuola" per imparare a comunicare in modo efficace con la società e informare sulla realtà delle pene e del carcere, senza suscitare la rabbia dei cittadini: e anche in questo ambito noi di Ristretti Orizzonti riteniamo di avere acquisito una esperienza unica, grazie al confronto continuo con studenti, insegnanti, genitori che mettono ogni giorno alla prova la nostra capacità di testimoniare una realtà complessa come quella delle pene e del carcere senza banalizzarla.
Vi chiediamo allora di darci, in tutti i modi che ritenete utili, con una firma, con suggerimenti, con una cartolina al Ministro, il vostro appoggio: perché così possiamo portare avanti con maggior efficacia la battaglia a tutela della dignità delle persone detenute e avere più forza nel chiedere che gli Stati Generali non parlino DELLE persone detenute, ma dialoghino davvero CON le persone detenute, perché non è più pensabile che si chieda ai detenuti di diventare persone responsabili e non gli si riconosca la responsabilità di occuparsi della propria vita, di riflettere sul senso della pena che stanno scontando e di esercitare i propri diritti.
La redazione di Ristretti Orizzonti










