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di Massimo Basile

La Repubblica, 2 agosto 2022

Dopo le stragi, dal Texas all’Ohio ventinove Stati hanno accolto l’invito delle lobby delle armi e dei Repubblicani ad armarsi e al personale scolastico è stato chiesto di addestrarsi per essere in grado di usare le armi in caso di attacco.

Matematica e proiettili calibro 9. Manuali di storia e pistole semiautomatiche Glock. Migliaia di insegnanti e personale tecnico delle scuole americane, dagli asili nido ai licei, si preparano a tornare al lavoro con una novità: saranno armati. Quello dei maestri Rambo è il primo effetto Uvalde, la città del sud del Texas dove il 24 maggio un ragazzo armato di fucile da guerra uccise diciannove bambini e due insegnanti in una scuola elementare.

Una parte del Paese aveva chiesto di mettere al bando le armi, l’altra aveva invocato la libertà di portarle in classe. Mentre alla Camera i Democratici hanno votato un testo che mette fuori legge i fucili d’assalto - ma la legge è destinata a cadere al Senato per l’opposizione dei Repubblicani - in molte scuole hanno scelto la seconda opzione. Mettere una libreria vicino all’ingresso dell’aula, da usare come blocco della porta in caso d’emergenza, non vale più. O almeno, non ovunque.

Dal Texas all’Ohio, al personale scolastico è stato chiesto di addestrarsi per essere in grado di usare le armi in caso di attacco. Dieci anni fa era raro vedere qualcuno armato nei campus, fino a cinque anni fa la percentuale di dipendenti armati era il 2,6 per cento. La cifra è destinata a crescere in modo verticale. Ventinove Stati hanno accolto l’invito delle lobby delle armi e dei Repubblicani ad armarsi.

Le scuole saranno piene di “good guys”, i bravi ragazzi, pronti a intervenire, anche se nella strage di Uvalde quattrocento ‘bravi ragazzi’ armati non erano intervenuti, e l’unico good guy in servizio al liceo di Parkland, in Florida, si era nascosto per paura di essere colpito dal killer, che avrebbe ucciso diciassette tra studenti e staff tecnico. In Texas è stato approvato il The Guardian Plan, che permette dall’1 agosto a tutti i dipendenti scolastici di armarsi. Un distretto su tre partecipa a un programma che individua chi deve presentarsi in classe con la pistola. In Florida sono più di 1300 le persone autorizzate in 45 distretti scolastici.

In Ohio a luglio il governatore Mike Dewine ha firmato una legge analoga. Le perplessità, secondo le organizzazioni contrarie alle armi, è che agli insegnanti viene richiesto, in genere, un addestramento minimo, di neanche ventiquattr’ore, il tempo di andare al poligono e sparare e di studiare velocemente le leggi che regolano l’uso della forza. Se negli Stati conservatori non viene più riconosciuto agli insegnanti il diritto di scegliere i libri, si assegna loro il compito di proteggere i ragazzi con le armi. In molti Stati la decisione finale spetterà al board di ogni scuola o a al distretto scolastico. “Ognuno - ha spiegato il governatore dell’Ohio - deciderà ciò che è meglio per gli studenti”. Stesso percorso in Mississippi, dove è stato aggiornato il protocollo. In altri Stati si è scelto un approccio a metà: in un distretto della Georgia hanno autorizzato ad armarsi il personale scolastico ma non gli insegnanti e i supervisori delle classi.