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di Iacopo Luzi

La Stampa, 14 agosto 2025

Gli ottocento soldati mandati da Trump hanno iniziato a schierarsi nella capitale martedì. L’obiettivo del presidente è reprimere la criminalità. Le truppe della Guardia Nazionale hanno iniziato a schierarsi nella capitale degli Stati Uniti martedì sera, mentre il piano del presidente Donald Trump di utilizzare il governo federale per reprimere la criminalità in città prende rapidamente forma. I primi soldati sono stati dispiegati per assistere gli agenti della polizia metropolitana - ora sotto il controllo diretto del presidente per un mese - mentre si prevede che il contingente completo di 800 soldati sarà operativo entro la fine della settimana.

Emblematica la scena contrastante che si poteva osservare martedì al tramonto, sotto l’obelisco dedicato al presidente George Washington, nel National Mall: cinque veicoli militari e una dozzina di membri della Guardia Nazionale cittadina pattugliando la zona in una tranquilla serata estiva, mentre numerose persone facevano jogging con le cuffie, si riposavano sull’erba o portavano a spasso i loro cani. Uno dei soldati, consultato da La Stampa, offre una spiegazione approssimativa: “Siamo qui giusto per dare un’occhiata. Per farci vedere dalla gente”.

Contemporaneamente, membri di numerose agenzie federali, tra cui gli agenti doganali del CBP e quelli anti-narcotici della DEA, hanno compiuto arresti in vari quartieri della città, in particolare in zone problematiche come Columbia Heights e Anacostia. Sui social, i residenti della capitale - con una popolazione di quasi 700.000 persone - stanno criticando ampiamente questo dispiegamento massiccio di forze dell’ordine, nonostante il tasso di criminalità in città sia diminuito drasticamente quest’anno. “Chi supporta quest’operazione sicuramente non vive a DC”, scrive Ant su Instagram. A fargli eco è Sean Gregory, che osservando le truppe nel National Mall scuote la testa sconsolato: “È tutto teatro. Una dimostrazione plateale di forza, arrestando qualche persona, solo per dare l’impressione di avere già sotto controllo la situazione”. La sindaca Muriel Bowser, dopo aver incontrato martedì diversi funzionari dell’amministrazione Trump, ha adottato un tono molto deciso, definendo le azioni del presidente come una “spinta autoritaria” e “un’intrusione nella nostra autonomia”.

Oltre ai criminali, un altro obiettivo della Casa Bianca sono i senzatetto della città. Chiunque di loro non obbedisca all’ordine presidenziale di lasciare la capitale rischierà addirittura il carcere. “Ai senzatetto sarà data la possibilità di lasciare il loro accampamento, di essere portati in un rifugio per senzatetto, di ricevere servizi per la tossicodipendenza o la salute mentale e, se rifiutano, saranno soggetti a multe o al carcere”, ha dichiarato ai giornalisti la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Leavitt ha affermato che l’amministrazione sta valutando strategie per trasferire i senzatetto “lontano dalla capitale”.

Andy Wassenich, direttore delle politiche di Miriam’s Kitchen, un’organizzazione che offre servizi ai senzatetto, ha affermato che il suo team sta cercando di avvertire la gente. Ha inoltre aggiunto che c’è ancora molta confusione riguardo a cosa comporti realmente questa campagna di repressione. Il miglior consiglio che sta dando agli homeless in città è: “Andate in un rifugio se potete, se riuscite a sopportarlo. Se avete qualcuno con cui potete stare, toglietevi dalla strada, cercate un rifugio e fateci sapere cosa possiamo fare per voi”.

Trump, miliardario e promotore immobiliare, ha descritto i senzatetto come uno dei tanti gruppi che hanno “invaso” Washington, tra cui “gang violente e criminali assetati di sangue, bande nomadi di giovani scatenati e maniaci drogati”. Ha paragonato la repressione che intende attuare alle azioni intraprese dalla sua amministrazione per mettere in sicurezza il confine tra Stati Uniti e Messico. Le autorità federali stimano che la popolazione senza fissa dimora di Washington sia pari a 5.616, con un aumento del 14,1% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, come conferma Andy Wassenich, finora si sono viste poche prove che la popolazione senza fissa dimora sia stata direttamente interessata dal pugno duro della Casa Bianca. Per esempio, domenica sera, di fronte alla stazione dei treni cittadina, un piccolo gruppo di agenti federali è arrivato alla Union Station - un luogo di ritrovo per senzatetto - e ha interrogato brevemente una persona che si trovava lì. Dopo circa quindici minuti, gli agenti, provenienti da diverse agenzie federali, se ne sono andati senza troppa pubblicità e non hanno fatto nulla per disperdere le persone che si erano radunate lì, anzi, dicendo loro che potevano rimanere per la notte.